Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

La pioggia a Firenze era quella torrenziale, di ottobre, che trasforma le strade in fiumi e le piazze in laghi improvvisati. Sofia, ventidue anni, un futuro da architetto disegnato a matita e sogni a colori, fissava l’orologio per l’ennesima volta. Le 23:47. Mancavano tredici minuti alla scadenza, a mezzanotte, termine ultimo per la consegna del progetto che valeva il 50% del voto finale. Aveva sottovalutato il tempo necessario per rifinire il rendering 3D, convinta di poterlo fare in un paio d’ore. Invece, il programma si era bloccato, costringendola a ricominciare da capo. E ora, la chiavetta USB stretta nel pugno, la lasciava bloccata, bloccata in un quartiere residenziale lontano dall’università. Il telefono le indicava la metropolitana chiusa per allagamenti, e gli autobus, sparseggiate poggiate alla fermata, ovviamente assenti.

Il panico le serrava la gola. Era rientrata a casa dei nonni fuori città per aiutare con la vendemmia, e aveva preso l’ultimo treno per Firenze solo la sera stessa. Aveva sperato di arrivare in stazione, prendere un bus notturno e finire il progetto in qualche angolo luminoso, ma il maltempo aveva mandato all’aria ogni piano. Le lacrime si mescolavano alla pioggia che le rigava il viso mentre tentava, senza successo, di chiedere un passaggio a qualche passante. Non conosceva nessuno a Firenze, era una studentessa fuori sede, abituata a cavarsela da sola. Ma quella sera, la solitudine era un macigno. Rischiò di perdere tutto, di vanificare mesi di lavoro.

Con un ultimo tentativo disperato, si ricordò dello slogan che aveva sentito alla radio qualche settimana prima: “Radio Taxi Firenze 24, la tua corsa in ogni momento”. Digitando il numero con le mani tremanti, pregò che rispondessero. Quasi subito, una voce calma e professionale le chiese le sue coordinate e la destinazione. Spiegò la sua emergenza, la scadenza imminente, la disperazione che la stava divorando. L’operatore, senza scomporsi, le assicurò che le avrebbero mandato un taxi il prima possibile, riconoscendo l’importanza della sua situazione. Le diede una stima del tempo di attesa, poco più di dieci minuti, che a Sofia sembrarono un’eternità.

Quando finalmente le luci gialle del taxi si fecero strada tra la pioggia, Sofia sentì un peso enorme caderle dalle spalle. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, la accolse con un “In fretta, signorina?” e si lanciò nel traffico cittadino. Conosceva ogni scorciatoia, ogni via alternativa per evitare le zone allagate. Parlarono poco, Sofia era troppo concentrata sulla chiavetta e sul tempo che scorreva. Ma la guida sicura e la gentilezza del tassista le infondevano un’incredibile fiducia.

Arrivò a Palazzo Vecchio alle 23:58, giusto in tempo per infilare la chiavetta nello slot dell’ufficio accettazione progetti. La segretaria, evidentemente scocciata di essere ancora al lavoro, le sfilò la chiavetta senza proferire parola. Sofia, stremata ma incredibilmente sollevata, sperava solo di aver salvato il suo futuro. Camminando sotto la pioggia, ormai meno intensa, pensò che a volte, basta una telefonata, un servizio efficiente e un tassista gentile per cambiare la direzione di una notte e, forse, della propria vita. Avrebbe sicuramente scelto Radio Taxi Firenze 24 la prossima volta che avesse avuto bisogno di una corsa, e lo avrebbe raccontato a tutti i suoi amici.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *