Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

La pioggia batteva implacabile sui tetti di Bologna, trasformando le strade del quartiere universitario in piccoli fiumi. Elena, ventidue anni, si stringeva nel cappotto sottile, maledicendo la cena a sorpresa che aveva accettato con l’entusiasmo di chi esce poco. Marco, il ragazzo che le piaceva da mesi, l’aveva invitata in una trattoria fuori dal centro, vicino a Casalecchio di Reno, e ora, a mezzanotte passata, si trovava completamente bloccata. L’autobus, l’ultima corsa disponibile, era stato deviato a causa di un allagamento e la stazione dei treni più vicina era irraggiungibile a piedi sotto quella tempesta. Il cellulare, inoltre, segnalava una batteria ormai prossima allo zero.

Il panico iniziò a montare quando provò a chiamare un amico per un passaggio, senza successo. Ogni tentativo finiva con la segreteria telefonica. Una lacrima, mista alla pioggia, le solcò la guancia. L’appuntamento era andato bene, fin troppo bene, e ora l’idea di passare la notte al freddo, senza la possibilità di comunicare con nessuno, la terrorizzava. Era abituata alla sicurezza del suo appartamento in centro, alle luci e ai rumori, e quella solitudine improvvisa, amplificata dalla furia dell’acqua, era opprimente. Si ritrovò a fissare lo schermo del cellulare, quasi a volere che si ricaricasse da solo.

Con le ultime forze, ricordò il numero che sua nonna, sempre previdente, le aveva annotato sulla rubrica per le emergenze: Radio Taxi 24 Bologna. Dubitava che un servizio di taxi fosse attivo a quell’ora, per di più con quel diluvio, ma non aveva alternative. Inspirò profondamente e compose il numero. Dopo qualche squillo, una voce calma e professionale rispose. Elena spiegò la sua situazione, la voce tremante per il freddo e la paura. L’operatore, senza farla sentire in colpa per l’orario, ascoltò attentamente e le assicurò che un taxi sarebbe arrivato al più presto.

L’attesa, seppur snervante, fu relativamente breve. Le luci di un taxi, fendinebbia accesi, iniziarono a farsi strada tra la pioggia incessante. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, la accolse a bordo con un gesto garbato e la aiutò a salire con il suo pesante cappotto. L’abitacolo era caldo e asciutto, un vero rifugio dopo l’acquazzone. Durante il tragitto, Elena spiegò nuovamente la situazione e il tassista, pur mantenendo il focus sulla guida, le rivolse qualche parola di conforto.

Finalmente, dopo una corsa apparentemente infinita, si fermarono di fronte al suo portone. Elena, sollevata e grata, pagò la corsa e si preparò a scendere. “Stia attenta, signorina,” le disse il tassista. “E si ricordi che a Bologna, anche sotto la pioggia, c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti.” Sorrise, guardandolo allontanarsi tra le pozzanghere illuminate. Radio Taxi 24 non era stato solo un passaggio, era stata una rete di sicurezza, un piccolo miracolo in una notte di tempesta. Entrò in casa, lasciandosi alle spalle il freddo e la paura, con una nuova consapevolezza: a volte, la salvezza arriva su quattro ruote, con un sorriso e una promessa di arrivo puntuale.

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