Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

La pioggia cadeva a catinelle su Firenze, trasformando le strade acciottolate in fiumi lucenti. Elena si strinse nel cappotto, maledicendo la serata improvvisamente guasta. Aveva accettato di incontrare Marco, il ragazzo che le faceva battere il cuore da mesi, per una cena in Oltrarno. L’attesa, i messaggi scambiati per giorni, e finalmente quel tanto atteso “Ci vediamo?”. Il problema era che, a metà strada, la ruota della sua vecchia Vespa aveva ceduto di schianto, lasciandola bloccata in una via laterale, buia e deserta. Il cellulare, ovviamente, aveva deciso di scaricarsi proprio in quel momento. Panico puro. L’idea di chiamare un amico era vana, erano quasi le nove e sapeva che tutti sarebbero stati già a cena.

Cercò di mantenere la calma, spingendo la Vespa a bordo strada, ma era pesante e la pioggia rendeva l’asfalto scivoloso. La cena era prenotata per le nove, un piccolo ristorante che Marco aveva scoperto e voleva mostrarle. Ogni minuto che passava le sembrava un’eternità, e l’immagine di Marco che la aspettava, iniziando a preoccuparsi, le stringeva il cuore. Vide alcune persone passare sotto l’ombrello, ma nessuno sembrava disposto a fermarsi ad aiutarla. La sensazione di essere completamente sola, in una città che amava ma che in quel momento le sembrava ostile, la sopraffece.

Poi, quasi per disperazione, ricordò un numero visto affisso in un bar qualche settimana prima: Radio Taxi 24 Firenze. Sperando in un miracolo, frugò nella tasca del cappotto, trovando un sussidio. Con le dita tremanti, riuscì a comporre il numero con l’ultimo spiraglio di batteria del cellulare. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. Elena spiegò la sua situazione concitata, indicando la via e le condizioni della sua Vespa. Nonostante il traffico e il maltempo, l’operatore la rassicurò, promettendo l’invio di un taxi nel minor tempo possibile.

L’attesa, per quanto angosciante, sembrò più breve grazie alla rassicurazione ricevuta. Dopo circa quindici minuti, le luci di un taxi giallo si fecero strada nella via, illuminando la scena e, soprattutto, il suo viso sollevato. L’autista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si presentò come Roberto. Aiutò Elena a sistemare la Vespa nel vano bagagli, offrendole un fazzoletto per asciugarsi il viso. Durante il breve tragitto verso il ristorante, Roberto, con la sua esperienza di fiorentino, la intrattenne con aneddoti sul quartiere.

Arrivata al ristorante, Elena era in ritardo di quasi mezz’ora, ma Roberto si era assicurato che il taxi procedesse nel modo più rapido possibile, senza mettere in pericolo la sua sicurezza. Scendendo, vide Marco che la guardava preoccupato. Un sorriso le illuminò il volto, un misto di imbarazzo e felicità. La serata, nonostante l’inizio disastroso, si era trasformata in un ricordo speciale, reso possibile dall’efficienza e dalla tempestività di Radio Taxi 24 Firenze e dalla gentilezza di Roberto. Marco le prese la mano, dicendo: “Pensavo ti fosse successo qualcosa di grave. Sono così contento che tu sia qui.” E Elena, guardando la pioggia che continuava a cadere, capì che a volte bastava una chiamata e un taxi per salvare una serata – e forse anche qualcosa di più.

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