A Firenze, l’aria frizzante di novembre le pizzicava le guance. Giulia, avvocatessa determinata, si era fermata in Piazza della Signoria ad ammirare la maestosità di Palazzo Vecchio, distrattamente in ritardo per una cena di lavoro cruciale. Il suo tacco si era incastrato maldestramente in una fessura tra le pietre antiche, e con un rumore secco, si era spezzato. Un gemito le sfuggì. Camminare fino al ristorante, già con mezz’ora di ritardo, era impensabile con una scarpa inutilizzabile. La situazione era disastrosa: quella cena era fondamentale per chiudere un affare importante, e arrivare in ritardo, per di più zoppicando, avrebbe compromesso tutto.
Il panico iniziò a serpeggiare, ma Giulia ricordò di aver visto un cartello di Radio Taxi 24 mentre passeggiava sul lungarno. Senza esitare, frugò nella borsa alla ricerca del telefono e compose il numero. La voce dall’altra parte, calma e professionale, le chiese la posizione e assicurò l’arrivo di un taxi nel giro di pochi minuti. Giulia, mentre aspettava, si mordicchiava il labbro, sperando che la sua improvvisa disavventura non avesse già fatto danni irreparabili.
Con suo grande sollievo, il taxi arrivò in un lampo. Il tassista, un uomo sulla cinquantina dal volto rassicurante, le aprì la portiera con un sorriso comprensivo. “Situazione di emergenza, immagino”, disse, intuendo subito il suo stato d’animo. Durante il tragitto verso il ristorante, il tassista le raccontò una storia divertente su un altro cliente in preda al panico, riuscendo a distenderla e a farla sorridere.
Arrivata al ristorante, Giulia scese dal taxi sentendosi decisamente meglio. Ringraziò calorosamente il tassista per la velocità e la gentilezza, pagò la corsa e corse verso l’ingresso. Fortunatamente, i suoi colleghi non erano ancora arrivati, e riuscì ad aggiustarsi il vestito e a ricomporsi prima che la cena iniziasse. Quella sera, l’affare fu concluso positivamente, e Giulia si rese conto di quanto un servizio efficiente e affidabile come Radio Taxi 24 potesse fare la differenza in situazioni di emergenza. Da quella sera, conservò sempre il numero nel suo telefono, sapendo che poteva contare su di loro, giorno e notte, in qualsiasi imprevisto capitasse.

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