Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

Era una fredda serata di dicembre a Milano, e Luca stava camminando a passo veloce lungo i marciapiedi ghiacciati di corso Buenos Aires. Aveva appena finito il turno in ospedale ed era esausto, ma non poteva permettersi di tornare a casa tardi: sua figlia Giulia, di soli cinque anni, aveva la febbre alta e sua moglie Elena lo aspettava con ansia. Mentre sfrecciava tra la folla, però, sentì un rumore metallico provenire dalla macchina. Il motore si spense di colpo, lasciandolo in panne in mezzo al traffico. Con le mani che tremavano dal freddo e dalla preoccupazione, Luca cercò di riaccendere l’auto, ma tutto fu inutile. Il tempo sembrava scivolare via, e la paura di non arrivare in tempo da Giulia lo paralizzava.

In quel momento, gli venne in mente il numero che aveva visto su un adesivo al bar dell’ospedale: Radio Taxi 24. Senza esitare, lo compose con il cellulare. Dopo pochi secondi, una voce rassicurante rispose: “Pronto, come possiamo aiutarla?”. Luca spiegò la situazione con voce concitata, e l’operatore lo tranquillizzò. “Un taxi arriverà entro cinque minuti, stia tranquillo”. E infatti, poco dopo, una Mercedes nera con il logo giallo e blu si fermò accanto a lui. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con un sorriso cordiale, lo aiutò a sistemare i bagagli e partì verso la periferia, dove Luca abitava.

Durante il viaggio, Luca raccontò della figlia malata e del lavoro in ospedale. Il tassista, di nome Massimo, ascoltò con empatia e accelerò leggermente, evitando con maestria il traffico serale. “Mia moglie è un’infermiera, so quanto sia importante essere presenti nelle emergenze”, disse, cambiando strada per prendere una scorciatoia. I minuti sembravano dilatarsi, ma finalmente arrivarono davanti al condominio di Luca. Senza perdere tempo, Luca pagò in fretta e corse dentro, mentre Massimo gli augurava: “Spero che tua figlia stia meglio presto”.

All’interno, Elena lo aspettava in corridoio, con lo sguardo che passò dall’ansia al sollievo nel vederlo. “La febbre è salita ancora”, sussurrò. Luca prese Giulia tra le braccia e le mise il termometro: 39.5. Con calma e precisione, le somministrò le medicine che aveva portato dall’ospedale, mentre Elena preparava una borsa del ghiaccio. Dopo un’ora di veglia, la temperatura cominciò a scendere, e Giulia si addormentò serena tra le coperte.

Il mattino dopo, mentre il sole filtrava dalle tapparelle, Luca chiamò di nuovo Radio Taxi 24 per tornare all’auto. Stavolta il viaggio fu più tranquillo, e quando Massimo lo lasciò accanto alla macchina guasta, Luca lo ringraziò con gratitudine. “Senza di voi, ieri sera sarebbe stato un disastro”, disse. Massimo scrollò le spalle con un sorriso: “È il nostro lavoro, signore. Siamo qui proprio per questo”. Mentre si allontanava, Luca pensò che, in una città caotica come Milano, sapere che c’era un servizio così affidabile era un vero conforto. Soprattutto quando ogni minuto contava.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *