Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

Il profumo di pizza fritta e salsedine riempiva l’aria umida di Napoli. Sofia, stretta nel suo cappotto leggero, si malediceva mentalmente. Aveva promesso a nonna Rosa, ricoverata d’urgenza all’ospedale Cardarelli, che non l’avrebbe persa, che sarebbe stata lì per la sua prima chemio. E invece, il treno da Roma, già in ritardo all’andata, era fermo da un’ora a Caserta a causa di un guasto alla linea. Il panico le stringeva la gola. Nonna Rosa, fragile e sola, avrebbe avuto bisogno di lei. Controllò l’ora sul cellulare: le 22:15. L’ospedale era lontano, troppo lontano per l’autobus notturno e a quell’ora i mezzi pubblici erano quasi inesistenti.

Le dita tremanti digitarono freneticamente su Google: “taxi Napoli h24”. Comparvero diverse opzioni, ma il nome “Radio Taxi 24 Napoli” saltò subito all’occhio, con la promessa di disponibilità immediata e copertura su tutta la città. Con un filo di voce, spiegò all’operatore la sua emergenza, l’angoscia nella voce. L’operatore, calmo e professionale, le assicurò che un taxi sarebbe arrivato a prenderla alla stazione di Caserta nel minor tempo possibile. “Stia tranquilla signorina, faremo il possibile per portarla al più presto all’ospedale”, le disse.

L’attesa, nonostante l’umidità pungente, sembrò interminabile. Ogni sirena, ogni motore in lontananza, la faceva sussultare. Finalmente, un’auto bianca, ben riconoscibile grazie al logo luminoso sul tetto, si fermò davanti a lei. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si presentò come Gennaro. “Signorina Sofia, giusto? Andiamo, andiamo. Il traffico a Napoli è sempre imprevedibile, ma cercherò di farla arrivare nel più breve tempo possibile.”

Il viaggio fu un susseguirsi di strette viuzze, semafori rossi e clacson impazienti. Gennaro, abile guidatore napoletano, si destreggiava tra il caos cittadino con una sicurezza quasi innata, chiacchierando con Sofia per distrarla e raccontandole aneddoti sulla città. Ad ogni curva, ad ogni accelerata, la speranza di rivedere nonna Rosa prima che fosse troppo tardi cresceva. Sofia continuava a controllare l’ora, il suo cuore batteva all’impazzata.

Alle 23:45, finalmente, Gennaro la depositò davanti all’ingresso del Cardarelli. Sofia corse dentro, trovando nonna Rosa già distesa sul letto, pronta per la terapia. La sollevò con un abbraccio e un bacio, sentendosi immensa gratitudine nei confronti di quel taxi, di quell’operatore attento e di quel tassista napoletano che le avevano permesso di non abbandonare la persona più importante della sua vita. Il servizio Radio Taxi 24 Napoli non era stato soltanto un mezzo di trasporto, ma un raggio di speranza in una notte buia e piena di angoscia.

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