**Milano, ore 23:45**
Alessia fissò il telefono con crescente ansia. La batteria era al 5% e l’ultimo messaggio di Marco diceva solo: *”Arrivo tra 10 minuti”*. Ma erano già passati venti, e lui non rispondeva più. Era il loro primo appuntamento dopo settimane di chat e chiamate, e lei non voleva rovinare tutto arrivando in ritardo o, peggio, sparendo nel nulla. Aveva calcolato tutto perfettamente: il treno, la metro, poi una breve passeggiata fino al ristorante. Ma la linea gialla aveva avuto un guasto, lasciandola bloccata in una stazione sconosciuta, con addosso il vestito più elegante che possedeva e le scarpe che già le facevano male.
Guardò intorno, sperando in un taxi libero, ma la zona era deserta. La batteria del telefono scese al 2%. Con mani tremanti, aprì l’app di Radio Taxi 24 e prenotò una corsa, scrivendo nel messaggio: *”Emergenza, prima volta a Milano, batteria quasi scarica”*. Pochi secondi dopo, una chiamata: “Salve, sono Luigi, arrivo tra 3 minuti. Stia tranquilla, la aspetto davanti all’uscita principale.” La voce calma dell’autista le diede un po’ di sollievo.
Quando il taxi bianco e nero si fermò accanto a lei, Alessia tirò un sospiro di sollievo. Luigi sorrise: “È la signorina per il ristorante Duomo, vero? Salga, facciamo in tempo.” Mentre sfrecciavano tra le strade illuminate, Alessia raccontò la sua situazione. “Nessun problema,” disse Luigi, “queste cose capitano. Ma oggi è la sua serata fortunata.” Con una manovra abile, aggirò il traffico e la lasciò proprio davanti al ristorante, dove Marco l’aspettava sorridente. “Grazie mille!” gli gridò, ma Luigi aveva già alzato la mano in segno di saluto, ripartendo verso un’altra chiamata.
Alla fine, la sera fu perfetta. Marco le confessò di aver pensato di essere stato abbandonato, ma quando la vide arrivare così elegante e determinata, capì che ne valeva la pena. Mentre tornavano a casa, Alessia gli raccontò del taxi arrivato come un angelo custode. “Radio Taxi 24, eh?” rise Marco. “Dovremo ricordarcene per la prossima volta.” E lei sorrise, sapendo che in quella città frenetica, c’era sempre qualcuno pronto ad aiutare.

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