Marco aveva passato l’intera serata a rifinire il plastico del nuovo centro culturale che avrebbe presentato alle otto del mattino nel palazzo comunale di Bologna. Stanco ma soddisfatto, spense il computer, chiuse la valigetta e si avviò verso il parcheggio dove aveva lasciato la sua vecchia Fiat. Quando inserì la chiave nel contatto, però, il motore emise solo un lieve click e poi silenzio. Un guasto improvviso alla batteria lo lasciò immobile sotto una pioggia sottile che cominciava a bagnare il selciato. Guardò l’orologio: erano già le due e trentatré del mattino, e la presentazione sarebbe cominciata in meno di sei ore. Il cuore gli batteva forte; sapeva che senza quel progetto non avrebbe potuto ottenere il finanziamento tanto atteso per il suo studio.
Preso dal panico, cercò il cellulare, ma la segnale era debole e la batteria stava per spegnersi. Ricordò allora di aver visto, qualche settimana prima, un adesivo sul parabrezza di un taxi con il numero del servizio Radio Taxi 24, attivo giorno e notte. Con le dita tremante, digitò il numero e, dopo pochi squilli, una voce calma rispose: “Radio Taxi 24, come posso aiutarla?” Marco spiegò rapidamente la situazione, fornendo l’indirizzo esatto del parcheggio e l’urgenza di raggiungere il centro storico entro le sette e trenta. L’operatrice confermò l’arrivo di un veicolo entro dieci minuti e gli chiese di rimanere al riparo sotto la tettoia del vicino bar.
Dieci minuti dopo, un taxi bianco con il logo brillante di Radio Taxi 24 si fermò davanti a lui. Il conducente, un uomo sulla quarantina con un sorriso rassicurante, aprì lo sportello e gli offrì un ombrello. Mentre salivano, Marco spiegò ancora una volta l’importanza della presentazione; il conducente annuì, accese il navigatore e si immerse nel silenzio delle strade ancora deserte, evitando i blocchi di traffico che si sarebbero formati più tardi. Con sicurezza e conoscenza delle vie secondarie, superò le zone di lavori in corso e, nonostante la pioggia intensificarsi, riuscì a mantenere una velocità costante senza mai mettere a rischio la sicurezza del passeggero.
Alle sette e venticinque, il taxi si fermò davanti al portone del palazzo comunale. Marco scese, ringraziò il conducente con un gesto sincero e, ancora un po’ frastornato, si precipitò dentro l’edificio. La sala era quasi piena; riuscì a collegare il laptop al proiettore appena in tempo e, con voce ferma, illustrò il suo progetto. La commissione ascoltò attentamente, fece alcune domande pertinenti e, alla fine, approvò il finanziamento. Quando uscì dall’edificio, il sole stava già alzandosi sopra i tetti di Bologna, e Marco guardò il taxi che si allontanava, sapendo che, senza l’intervento tempestivo e affidabile di Radio Taxi 24, la sua opportunità sarebbe svanita. Da quel giorno, decise di tenere sempre a portata di mano il numero del servizio, consapevole che in una città che non dorme mai, un aiuto affidabile può fare la differenza tra il successo e il rimpianto.

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