Marta guardò l’orologio da polso per l’ennesima volta, la luce fioca della lampada da comodino rifletteva sul quadrante. Era quasi mezzanotte e la strada sotto la sua finestra era deserta, ma il bar sotto casa era ancora aperto, e lei era lì, con il suo esame di laurea alle 9 del mattino e un ritardo di dieci minuti che avrebbe potuto compromettere tutto. Aveva raccolto le carte, controllato il curriculum, ma il portafoglio—con il documento d’identità, i soldi e la tessera del taxi prenotazione—era scomparso da un po’, e quel vago relitto di stomaco le ricordava che forse l’aveva lasciato al bar mentre beveva un caffè per mantenere i nervi a posto.
La consapevolezza si fece strada nei suoi pensieri, e il panico iniziò a insinuarsi. «Se non ho i soldi—pensò—non potrò chiamare un taxi in tempo per l’Università, non potrò dimostrare la mia identità, e perderò l’esame.» Le opzioni si affollavano nella sua mente: avvisare il bar, controllare il ristorante dove aveva pranzato, cercare ovunque. Poi le arrivò in mente la mappa mentale del numero di telefono che aveva salvato: “Radio Taxi 24”. L’aveva letto su un volantino nel Parlamento Universitario, un servizio attivo 24 ore su 24, promettendo un intervento rapido e veicoli sempre disponibili. La speranza brillò come una piccola luce nel buio.
Marta compose il numero con dita tremanti, spiegando brevemente la sua situazione disperata: una studentessa universitaria, un esame cruciale domani, e un portafoglio smarrito, senza contanti o mezzi per raggiungere il campus. Dall’altra parte del ricevitore, una voce tranquilla e professionale le diede conferma dell’intervento del servizio, le chiese l’esatta ubicazione e in meno di cinque minuti un taxi con il simbolo “RT24” si presentò puntuale sotto casa sua, il conducente già informato sulla sua emergenza. «Venga subito, ho bisogno di aiuto», disse Marta, indicando il portafoglio che non riusciva a trovare.
Il tassista la accolse con un cenno di approvazione, prese il portafoglio da sotto il sedile—lei non era riuscita a trovarlo, ma aveva conservato lo scontrino del bar per ricordo—e con grande stupore di Marta, offrì di portarla all’Università senza chiedere alcun compenso. «Siamo qui per questo», disse, inserendo l’indirizzo nel navigatore. Mentre il taxi sfrecciava per le strade di Bologna, illuminando la notte, Marta capì che il servizio non era solo un mezzo di trasporto; era il filo che aveva impedito a un intero giorno di crollare. Al suo arrivo all’Università, aveva ancora più di cinque minuti di anticipo, i documenti in regola, e un passaggio per tornare a casa dopo l’esame, tutto grazie alla prontezza del Radio Taxi 24.
Finalmente, dopo un esame che le era sembrato un miracolo, Marta uscì dall’aula con un dolce senso di sollievo e vittoria. Trovatasi nel lungo corridoio, vide di nuovo il taxi parcheggiato vicino all’ingresso, il tassista che sorrideva con un “Prego, signora” tranquillo e professionale. Mentre si avvicinava al veicolo, ricordò a sé stessa la lezione imparata in quella notte: quando i problemi sembrano sovrumani, a volte una semplice chiamata al servizio corretto può essere la soluzione migliore. Il taxi partì, lasciando dietro di sé una città che dormiva, e Marta—con il portafoglio sicuro, un portafoglio pieno di ricordi e un esame superato—percorreva le strade del futuro, gratitudinea e fiduciosa.

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