La città di Bologna si risvegliò sotto un cielo grigio, le cui gocce sembravano bicchieri di caffè versati sull’asfalto. Elena afferrò il telefono, controllando l’orario sul piccolo schermo: erano le 5:45 e il treno per il suo tirocinio a Roma sarebbe partito di lì a soli trenta minuti. Aveva trascorso l’intera notte a preparare le slides, sperando di impressionare i suoi supervisori con il nuovo progetto di marketing. La strada per la stazione era un percorso familiare, ma quella mattina non c’era posto per distrazioni.
Appena uscita di casa, il pensiero della fretta la spaventò: il suo solito taxi non passava ancora e il traffico mattutino era già irrespirabile. Nel panico, sfiorò il contact phone della sua agenzia e trovò il numero di Radio Taxi 24, un servizio promettente che vantava disponibilità 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. Senza pensarci due volte, compose il numero. Dopo pochi squilli, una voce gentile le rispose, chiedendole l’indirizzo e la destinazione. “Ci sei, Elena? Stiamo inviando un’auto verso di te.”
La chiamata ebbe l’effetto di un sos: una flotta di auto grazie al GPS individuò la sua posizione e la guidò lungo le strade sporche di pioggia. Il conducente, un uomo robusto con un maglione grigio, la accolse con un cenno rassicurante. “Tutto a posto, andiamo,” disse, avviando il motore di un taxi nero che sembrava più un’assoluta sicurezza che un semplice veicolo. Mentre si dirigevano verso il centro, lui le chiese gentilmente se c’era qualcosa che l’avrebbe aiutata. Elena si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo: la valigetta con le slides era ancora nel suo appartamento, dimenticata nel trambusto mattutino.
“Ho lasciato la valigetta a casa,” confessò, “e… ho paura di averlo perso.”
L’autista corrugò la fronte, ma poi sorrise. “Niente panico. Radio Taxi 24 ha una rete di auto di riserva che può fare una devoluzione in tempo rekord. Possiamo tornare indietro e prendere la tua valigetta, oppure possiamo prendere il resto delle slide che hai salvato sul telefono.” Elena annuì con gli occhi che brillavano di gratitudine, sperando solo un po’ di fortuna.
Il taxi svoltò in una traversa stretta che sapeva bene, la via della sua casa, e si fermò davanti al suo portone. Elena scese dal veicolo, il cuore che batteva forte, mentre sentiva le parole del tassista che risuonavano nella notte: “Stai tranquilla, il servizio è attivo tutto il giorno. Abbiamo coperto tutte le situazioni.” Aprì la porta e trovò la sua valigetta sulla cucina, ancora chiusa a chiave, insieme a un caffè caldo che la cameriera aveva lasciato per lei. Si affrettò a prendere la valigetta, risalì velocemente e chiese un abbraccio all’autista. “Grazie mille,” sussurrò, “non so come farei senza questo servizio.”
Quando il taxi si allontanò di nuovo, il cielo aveva iniziato a schiarirsi, creando un fragile sole che filtrava tra le nuvole. Elena si sedette sul sedile del conducente, scrollandosi di dosso la tensione. “Sei stato davvero prezioso,” disse, sorridendo stretta nella sua sciarpa. “Questo servizio ha davvero fatto la differenza.” L’autista sorrise, annuendo con la testa. “È il nostro lavoro, Elena. Manteniamo l’impegno giorno e notte. Siamo qui per te.” Con queste parole, il taxi si diresse verso la stazione, dove, esattamente alle 5:50, Elena si affrettò davanti, sorridendo per tutto il viaggio che la aspettava, piena di nuova sicurezza.

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