Sofia, studentessa dell’Università di Bologna, era incerta quando aveva deciso di candidarsi per uno stage all’estero. La sera prima dell’intervista, mentre rivedeva i propri appunti, si reso conto che il treno regionale che aveva prenotato era stato cancellato a causa di un incidente tecnico. Senza altre opzioni, provò a chiamare un taxi, ma le strade centrali erano chiuse per un’organizzazione di un concerto, e le app che utilizzava per prenotare automezzi non mostravano disponibilità. Il panico le si faceva strada nel petto mentre guardava l’orologio: aveva appena mezzanotte e l’intervista era fissata alle 8:30.
Riflessa, aprì il browser e digitò “Radio Taxi 24 Bologna”. Dopo qualche minuto, un operatore le rispose con calma, registrando l’indirizzo esatto del centro servizi dove avrebbe dovuto recarsi. “Arrivi subito, signora”, disse la voce del tassista, Marco, mentre accettava la chiamata. Entro cinquant’anni, la sua Fiat Multipla si fermò davanti a Sofia, con aria serena nonostante l’ora tardiva. Durante la guida, lui le parlò di Bologna, raccontandole storie sui portici del centro storico e sulla tradizione dei tortellini, facendole dimenticare la tensione.
Arrivata al luogo, Sofia scoprì che l’intervista era stato spostato in un altro edificio a causa di un blackout improvviso. Marco, senza esitare, la accompagnò alla nuova sede, superando gli intrecci della città con facilità. “Grazie”, sussurrò lei, ormai consapevole che senza di lui non avrebbe potuto riuscire. Lui sollevò una spalla, sorridendo: “Sono qui per questo”.
Il giorno dopo, Sofia ricevò una telefonata entusiasmata: aveva ottenuto lo stage. Da quel momento, ogni volta che un imprevisto minacciava di compromettere le sue giornate, non esitò a contattare il servizio di taxi, raccomandandolo a tutti gli amici come “l’angelo custode che non dorme mai”.

Lascia un commento