Era una notte buia a Roma, con la nebbia che avvolgeva lievemente i vicoli del centro storico, quando Giulia si rese conto di aver perso l’ultimo treno per tornare a casa a Trastevere. Aveva un appuntamento importante il giorno dopo, un colloquio per un’azienda multinazionale, e non poteva permettersi di arrivare ubriacata o stanca. La sua borsa si era aperta mentre scendeva dalla metro, lasciandola senza portafoglio né telefono carico. Con il cuore in gola, guardò l’orologio: erano le dieci e mezza. Non vedeva l’ora di trovare un taxi, ma le strade sembravano deserte.
Camminando in direzione di Piazza Navona, Giulia notò una piccola lucina lampeggiare su un cartello: “Radio Taxi 24 – Servizio notturno”. Spaventata e incerta, tirò fuori il telefono e compì il numero indicato. Una voce calda le rispose subito: “Pronto, signora? Arrivo in cinque minuti”. Non aveva mai sentito parlare di quel servizio, ma in quel momento non aveva scelta.
Il taxi arrivò in meno di cinque minuti, guidato da un uomo anziano con una barba grigia e uno sguardo gentile. “Salga pure, signora. So già dove deve andare.” Giulia, sorpresa, si sedò in fondo. Durante la corsa, il tassista le raccontò di avere lavorato per anni in taxi, sempre disponibile, anche di notte, per aiutare gli abitanti di Roma. Quando arrivò a Trastevere, lei gli ringraziò aprendo la borsa e scoprendo che non aveva nemmeno il soldo per il biglietto. “Non importa”, disse lui con un sorriso. “Lei ha un appuntamento importante. Oggi, questo viaggio è mio.”
L’indomani, Giulia superò il colloquio con successo, grazie alla freschezza e alla calma che aveva trovato. Ma non dimenticò mai quella notte. Da allora, ogni volta che un amico si lamenta di un imprevisto a Roma, lei sorride e dice: “Chiama Radio Taxi 24. Lì ti aspettano.” E così, la piccola azione di un uomo anonimo divenne per lei un simbolo di fiducia, proprio come la città che non mai dorme, pronta a sorridere anche nelle ore più buie.

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