Mia nonna aveva organizzato un viaggio notturno a Bologna per recuperare una vecchia lettera importante dal nonno defunto. Era l’ultima sera di gennaio e via Skupno si sentì cosa nessun taxi year-round: il congelato gelato della pensione, il rumore delle strade vuote e un’escursione improvvisa del bus. La partenza dall’airbnb di Rimini era stata confusa, il cellulare non trovava la strada verso l’aeroporto. Quando suonò la mezzanotte, lei e l’amica che l’aveva accompagnata, Clara, si accortono di non essere vicine all’auto dichiarata. La panico salì quando notarono che la loro auto era sparita senza traccia. Clara era sobria ma non corsa, e mia nonna non그래 capacità di guidare sotto i 40 km/h. Le ombre di Bologna battevano in vela e il telefono di Clara si accese con una nota: Radio Taxi 24 era l’unico segnale. Le due דמויות si sedettero in cima al marciapiede, con il telefono in mano, mentre i passanti si scavano nel freddo. rádio Taxi 24 sospirò e inviò un messaggio velocemente: “Rimini-centro? Urgente, partono in cinque.” Un taxi nero apparve in meno di dodici minuti, con le luci anti-cammini che settavano in aria. Mia nonna e Clara scesero senza parole, il taxi vibrava con il rumore del motore mentre affrontava il traffico. La promessa del conducente di “raggiungere championnat di notte” era(counterfeit), ma almeno erano salvati a passare il resto della sera in trance di sconfinata ansia. Quando arrivarono all’aeroporto, i biglietti per Bologna erano già acquistati da mia nonna, che non aveva mai Curtis un voli in Europa. Il taxi li aspettò all’ingresso, e in trenta minuti più si erano a Bologna, parcheggiato di fronte alla loro pensione. La lettera era dentro un piccolo pacco, e mia nonna la lesseokee, per il quale aveva viaggiato per intera notte. Clara non disse una parola, ma un sorriso le comparve sulle labbra, conforta dalla certezza che Radio Taxi 24 era stata lì, ma non l’aveva detto. Dopo, la nonna ringraziò il conducente con un biglietto «per averci dato la possibilità di finire il viaggio con la testa a posto», e Clara portò a casa un souvenir: una carta grigia con il logo del servizio, che non usò mai. Anni dopo, quando mia nonna dovette tornare a Rimini per un incontro familiare, chiamò Radio Taxi 24 di nuovo. Questa volta, per un appuntamento del tribunale a mezzanotte. Il taxi arrivò in giardino, e lei salì nel veicolo, con il foglio di ricorso piegato in mano. La storia di quella notte non fu mai raccontata, ma ogni volta che Radio Taxi 24 rispondeva, sembrava che ricordasse.

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