Nella sera di San Valentino, Sofia correva sul terrazzo dell’appartamento di Marco, l’ultima scadenza per ritirare il regalo che aveva ordinato da un gioielliere di Firenze. Aveva cercato di raggiungere il punto d’incontro con i mezzi, ma la neve cadente, il traffico standstill e una gomma a terra della sua auto l’avevano spinta a una decisione disperata: chiamare un taxi. Marzo era il mese dei ricordi rottti per lei, e non si accontenterebbe di arrivare in ritardo con un bigiotto che non simboleggiava niente.
Il telefono squillò nella borsa mentre incrociava un’altra donna in lacrime, purtroppo, che si scambiava con un tassista. Sofia decise di aggirare il problema prendendo un passaggio con un amico, ma il suo tentativo fallì: il cellulare vibrò di nuovo con una notifica del posto di parcheggio: *“Servizio interrotto per sovraccarico”*. Improvvisamente, un SMS risuonò: “Ritiro urgente. Luogo: Viale Molise, 65”. Era lui, Marco, che le aveva chiesto di aiutarlo a consegnare un bouquet rinnovato – *quelle rose rosse* – per non perderla mai più.
Con il cuore che batteva contro le costole, digitò “Radio Taxi 24”: la voce al telefono era giovane e rassicurante. “Dove mi prendo?”, le chiese lui. “A casa mia”, risponde Sofia. Attorno a mezzanotte, mentre il silenzio di Firenze era rotto solo dal vento e dal ronzio dei semafori alti, lo scarabeo giallo apparve in strada. Il tassista edile, con la cuffia punteggiata da storie di consegne notturne, spiegò con schiettezza: “Dato che i due genitori sono in vacanza, un piccolo errore potrebbe far sembrare il regalo un caso. Lo fissiamo così”.
L’auto avanzò tra le fogne scoppiate e via via verso il Viale Molise, dove Sofia salutò l’uomo che intanto aspettava, le lacrime silenti per gioia. Marco la sbircolò attraverso una coverina della Rolls-Royce che aveva ridotto in centro – non era così tradizionale, ma non le importava. “Preferivo non perdere quanto ho già perso”, mormorò poco prima di andarsene spedito.
Riprendendo il respiro, Sofia bussò alla porta dell’appartamento, dove il ragazzo si lanciò tra le braccia leghiformi mentre il personale del taxi iperventilava per i complimenti su “questo traguardo da bachetta good”. Roma sussurraba tra i vicoli fioriti, e lei, finalmente, capì che le strade più lunghe si restringono quando ci si perde così spesso.

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