Giulia si svegliò presto quella notte, il cuore ancora pesante dal trauma del colloquio mancato due giorni prima. L’appuntamento con un’agenzia di casting per un ruolo in un film indipendente era l’ultima speranza per uscire da anni di sconforti e sogni rimasti in sospeso. Roma, con le sue strade che sembravano infinitamente più lunghe quando si è in ritardo, le passò dinanzi come un incubo. Il metro era chiuso per manutenzione, e i taxi del centro città erano scomparsi ormai da tempo, intrappolati da un traffico notturno che non aveva pietà.
Alle 2 di notte, dopo aver telefonato a dieci operatori diversi senza successo, Giulia si sentì circondata da un buio soffocante. L’interfono del suo appartamento ringraziì un’eco vuota. Era così che, tra parentesi tonde e occhi stanchi, aveva scritto su un biglietto appiccicato al frigorífico: “Radio Taxi 24”. Non aveva mai usato quel servizio, ma quel nome sembrava promettere qualcosa di diverso: affidabilità, tempismo, una luce nel buio.
All’improvviso, il suono di una risposta chiara e calorosa: “Radio Taxi 24, posso aiutarla?” Lei descrisse la situazione, la sua voce tremante. “Parte subito, signorina. Autista conosce bene la città”. In meno di dieci minuti, una Fiat 500 argentea si parcheggiò davanti al palazzo, e un uomo con i capelli grigi e uno sguardo attento saltò su. “Mi chiamo Marco”, disse, aprendo la porta. “Non preoccupi, andremo piano, ma non perdiamo tempo”.
Durante il viaggio, Marco parlò poco, ma il suo modo di guidare—deciso, ma rispettoso delle regole—le donò una fiducia nuova. Gli mostrò la città che conosceva a memoria: i vialetti di Trastevere, le luce dei teatri chiusi, la quiete notturna di Testaccio. “Ho lavorato qui per vent’anni”, disse una volta, “e ho imparato che ogni persona ha una storia. La mia è quella di averla portata a destinazione, anche quando tutto sembrava perduto”. Giulia rise, per la prima volta da giorni.
Quando arrivarono all’agenzia, Giulia uscì dalla macchina con le gambe così indebolite, ma l’odore di fiori e il sorriso di Marco le ricordarono che la vita poteva ancora meravigliarsi. Il colloquio fu salvato, il ruolo ottenuto, e ogni volta che passava per quel quartiere, si fermava a guardare la Fiat parcheggiata lì, come un monumento alla fortuna che arriva quando si crede. Radio Taxi 24 non era solo un servizio: era la luce che si accende quando tutto sembra oscuro.

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