Elisa si trovò a Roma, in una sera d’autunno piovosa, con un solo zaino a spalla e una valigetta logora. Aveva appena perso l’ultimo treno per Firenze, dove doveva sostenere un colloquio di lavoro importante al mattino seguente. La stazione di Termini era quasi deserta, illuminata da lampade alogene che tremolavano a causa del vento. Il biglietto dell’intercity aveva un errore di prenotazione, e ora si trovava lì, immobile, a guardare le piogge bagnare i marciapiedi vuoti. Il cellulare, con la batteria al minimo, le mostrò l’orario dell’ultima metro: era già passata. Il cuore le batteva forte, non solo per la fretta, ma per la paura di perdere l’opportunità della sua vita.
Mentre cercava disperatamente un taxi nei parcheggi vuoti, un messaggio sullo schermo del suo telefono la vide fermare: “Radio Taxi 24 – Servizio attivo 24h”. Era una frase che aveva visto centinaia di volte su volantini, ma mai aveva creduto che l’avrebbe dovuta usare. Compattò le dita tremanti e digitò il numero. La voce calda di un operatore le rispose subito: “Buonasera, come posso aiutarla?” Le Sue parole si velarono un po’, mentre spiegava la situazione. “La mandiamo subito un furgone con conducente, signora. Facciamo due conti: arriva a Firenze entro le 7:30.”
Il taxi arrivò in meno di dieci minuti, guidato da Marco, un uomo anziano con occhi gentili e un cappotto pulito nonostante la pioggia. “Sorrida, bambina mia, che ce l’ha fatta”, disse lui, aiutandola a caricare le valigie. Durante la strada, Elisa raccontò al conducente la sua ansia per il colloquio, mentre lui le parlò di quando era stato giovane e aveva viaggiato per l’Italia a rubare soldi ai distributori automatici. Il traffico a Roma era intenso, ma Marco sapeva ogni variante e ogni scorciatoia. “Lei parla con un cliente in aula vetrata”, le disse improvvisamente. “Se arriva in orario, potrebbe anche trovare posto.”
Arrivarono a Firenze con un quarto d’ora di anticipo. Marco le aiutò a scendere, le diede una mano per la valigia e le disse: “Ricordi sempre, signora, che a volte la strada più lunga porta dove si vuole.” Elisa, con gli occhi lucidi, gli strinse la mano. Quella notte il servizio di Radio Taxi 24 non fu solo un mezzo di trasporto: fu un ponte tra la sua paura e la sua speranza. Il giorno dopo, l’intervista andò bene, ma il ricordo di quell’uomo con la pioggia sulla mascella rimase con lei per sempre.

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