Sofia, una studentessa di medicina con gli occhi pieni di sogni e le mani sempre occupate a prendere appunti, aveva passato tutto il pomeriggio a preparare il suo discorso per l’intervista per un tirocinio prestigioso in ospedale. Era l’occasione della sua vita: un posto tra i migliori in Italia, che avrebbe potuto aprenderle le porte a un futuro luminoso. Ma mentre usciva di fretta dalla sua stanza in affitto nel centro di Milano, il suo scarso smartphone le segnalò che l’intervista era iniziata mezzo ora prima. Il panico la paralizzò. Senza pensarci due volte, corse verso la metro più vicina, ma il suo taxi preferito, parcheggiato lì, era svuotato di clienti e il conducente, un uomo anziano con un cappello di lana, le disse di avere la folle di notte e non riusciva a partire.
Senza un’idea migliore, si lanciò in una corsa disperata verso la fermata dell’autobus, ma l’autobus era bloccato in un traffico immobile a causa di un incidente. Il cuore le martellava nel petto, e il respiro le mancò. Era lì che vide un cartello luminoso: *Radio Taxi 24 – Servizio notturno, disponibile 24 ore su 24*. Senza esitare, tirò fuori il cellular e compose il numero. Una voce calda le rispose subito: «Buonasera, Radio Taxi 24. Dove si trova?». “Sono in via Torino, ho bisogno di arrivare all’ospedale Niguarda entro mezzanotte. È un’emergenza!”, spiegò, la voce tremante. “Metto subito un taxi a disposizione. Arriva tra cinque minuti.”
Cinque minuti dopo, una berlina nera con la scritta *Radio Taxi 24* incollata sul parabrezza la prese in giro e la portò via alla luce dei fari. Il conducente, un giovane dal sorriso gentile, le chiese: «Dove devo andare esattamente?». “L’ospedale, piano geriatrico. Devo parlare con il responsabile!” rispose, aprendo la valigetta con gli appunti. Durante la corsa, il taxi la ascoltò parlare del suo progetto, correggendola con delicatezza quando si sentiva incerta. “State bene così, signora? Se hai bisogno di un freno, dimmelo pure”, disse, girando verso di lei.
Arrivarono con un quarto d’ora di anticipo. Sofia scese dal taxi, ringraziandolo apritecchia. “Grazie mille, non so cosa farei senza di voi!” Il ragazzo le porse una mano per aiutarla a chiudere la valigetta: “Spero che la tua fortuna sia come la nostra puntualità.” Poi si ritirò, risalendo in taxi, mentre Sofia corse dentro l’ospedale, il cuore più leggero.
L’intervista andò alla grande. Il responsabile le chiese di raccontare l’esperienza del taxi, commosso dalla sua determinazione. “Il futuro del nostro settore è nei giovani come te”, le disse, annuendo. Quella notte, mentre scendeva per strada in bicicletta a casa, Sofia vide un’altra volta il cartello luminoso di *Radio Taxi 24*. Sorridendo, si promise di non dimenticare mai più il numero.

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