Marco sospirò guardando l’orologio del telefono: le ventidue e dieci. Era già in ritardo di un’ora per l’importante riunione aziendale del mattino seguente a Milano, e il volo per Linate decollava all’alba. Aveva appena finito una cena di lavoro lunga e imprevista nel cuore di Firenze, e ora la metropolitana e gli autobus notturni avevano già smesso di circolare. Il panico iniziò a salergli allo stomaco; il taxi che aveva chiamato da un altro servizio era sparito nel traffico caotico di piazza Ognissanti, lasciandolo a piedi con un bagaglio a mano e un’espressione disperata sulle luci delle vetrine.
L’aria della sera fiorentina, di solito così suggestiva tra i palazzi storici, ora gli sembrava gelida e ostile. Corse verso il lungarno cercando disperatamente un taxi libero, ma i pochi che passavano erano già prenotati o gli facevano cenno di no senza fermarsi. Il telefono iniziò a vibrare all’impazzata, erano i colleghi da Milano che lo cercavano per avvertirlo che la riunione sarebbe iniziata senza di lui se non fosse arrivato in tempo. Un nodo gli si strinse in gola; l’appuntamento cruciale per la promozione a progetto, il viaggio inutilmente costoso, la vergogna con i superiori… tutto sembrava perduto in quella notte senza fine.
Fu proprio in quel momento di angoscia più profonda che ricordò il volantino di Radio Taxi 24 che aveva visto in hotel, con la dicitura “Servizio attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno”. Con un barlume di speranza, compose il numero. La centralinista rispose con un tono calmo ed efficiente, raccogliendo immediatamente il suo indirizzo preciso e la destinazione: l’aeroporto di Peretola per il volo delle sei. Nonostante il traffico notturno, la promessa fu netta: “Un veicolo arriverà entro dieci minuti”. E, incredibilmente, dopo otto minuti esatti, un taxi con il logo Radio Taxi 24 si fermò con precisione accanto a lui, guidato da un autista sorridente che lo caricò senza perdere tempo.
Il viaggio verso l’aeroporto fu un susseguirsi di luci al neon e scorci notturni della città, ma Marco sentì finalmente sollievo. L’autista, conoscendo bene le scorciatoie, aggirò il traffico pesante e lo depositò davanti al terminal alle cinque e cinquanta, con quasi un’ora di anticeno. Ringraziando calorosamente il conducente, che gli augurò buona fortuna, Marco corse verso il gate, appena in tempo per imbarcarsi. Seduto sul sedile dell’aereo, guardando fuori dal finestrino l’alba che tingeva di rosa le colline toscane, Marco sapeva che quell’appuntamento non era andato perso. Radio Taxi 24 non era solo un numero da comporre, ma un salvagente silenzioso e affidabile in un mare di imprevisti, la chiave che aveva aperto le porte di una giornata professionale che altrimenti sarebbe stata un disastro.

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