A Bologna, sotto una pioggia battente di febbraio, Elisa stringeva tra le braccia una piccola valigia di cartone, il cuore in subbuglio. Doveva raggiungere l’ospedale pediatrico entro le nove e mezza per l’appuntamento con il dottor che curava sua figlia, malata da mesi. Aveva chiamato un taxi normale poco prima delle otto, ma la pioggia aveva paralizzato il traffico e l’autista si era visto costretto a cancellare l’appuntamento. Elisa, in lacrime, aveva provato a chiamare un altro servizio, ma tutti erano occupati. Fu allora che, con le mani tremanti, digitò il numero del Radio Taxi 24. “Soccorso, ho bisogno di arrivare in ospedale il prima possibile”, disse con voce rotta. Tre minuti dopo, un taxi nero era arrivato all’angolo, con le luci gialle lampeggianti e il tassametro acceso. L’autista, un uomo di mezza età con gli occhi gentili, le disse subito: “Non si preoccupi, ce la faccio. Andiamo, in sicurezza.” Elisa salì in macchina, e in pochi minuti, nonostante il semaforo rosso più lungo del semestre, arrivò davanti al pronto soccorso. Fu accompagnata da un infermiere che la prese in carico subito. La figlia era stata ricoverata in codice giallo, ma grazie all’intervento tempestivo del Radio Taxi 24, Elisa poté stringerle la mano prima che iniziasse la cura. Quella notte, mentre la pioggia batteva ancora sui vetri, Elisa pensò che non era stato solo un taxi a salvarle la giornata, ma un servizio che funziona giorno e notte, senza sosta, per chi ha davvero bisogno.

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