Sofia era una ragazza romana di ventitré anni, determinata e impegnata, che da tempo cercava lavoro in ambito grafico. Quando riceve l’email confermandole un colloquio importante con una prestigiosa agenzia del centro storico, decide di prepararsi con il massimo entusiasmo. L’appuntamento è fissato alle nove del mattino, ma la sera prima deve recarsi a Firenze per un impegno familiare. Non avendo fretta, sceglie di prendere un treno notturno per tornare a Roma, pensando di dormire un po’ sul sedile e di arrivare in orario.
Mentre è a bordo del treno, però, Sofia riceve una chiamata dal padre: sua sorella si è improvvisamente ammalata e dovrà rimanere a Firenze per un’altra notte. La ragazza, preoccupata, deve cambiare immediatamente i suoi piani. Ma il treno, già in partenza, non può fermarsi. Arrivata alla stazione di Roma Termini alle due e mezza di notte, si rende conto che non ha modi di spiccare volo per recarsi a casa: l’ultimo autobus è partito ore prima, e non ha credito sul cellulare per chiamare un amico. I taxi in station pullulano fuori, ma sono tutti occupati o irresponsabili, almeno finché non vede una piccola insegna che cita: “Radio Taxi 24 – Disponibili giorno e notte, ovunque”.
Con un sospiro di sollievo, Sofia prende il telefono del tabellone e chiama il numero indicato. Dopo pochi minuti, un clochard arriva vicino alla sua macchina, guidato da Marco, un autista gentile con una cicatrice sulla guancia e una maglia stile anni ’80. La ragazza gli spiega la sua situazione, e lui, con un sorriso rassicurante, le dice: “Tranquilla, andiamo a prenderla il suo curriculum, ce la facciamo. La agenzia non lo dimentica, eh”. Durante la corsa, Marco le racconta di aver lavorato per anni in pista, ma ora gestisce un’azienda di design digitale. Sofia, incuriosita, gli parla del suo lavoro, e tra un passo e l’altro la conversazione diventa un’ispirazione per entrambi.
Arrivata a casa, Sofia scopre che il suo curriculum è semplicemente sparito. Panico totale. Marco, però, propone di accompagnarla alla stazione dei treni dove aveva lasciato la valigia, e da lì di nuovo alla stazione di Firenze per recuperarla. Nonostante l’ora tardiva, lui accetta senza esitare, e insieme riusciscono a recuperare il documento. Il sole dell’alba illumina già le strade di Roma quando Sofia, stanca ma felice, ringrazia Marco. “Senza di te, non ce l’avrei fatta”, le dice, gli occhi lucidi. “Ma forse è stato il destino,” risponde lui con un cenno.
Il giorno dopo, Sofia si presenta all’intervista con un’ora di anticipo, il curriculum in regola e una nuova fiducia in sé. L’agenzia le offre il posto, colpita non solo dalla sua preparazione, ma anche dalla determinazione. Da quel momento, Sofia non dimentica mai il servizio di Radio Taxi 24. E ogni volta che la città si addormenta, pensa a Marco, al suo sorriso e alla notte in cui un intervento semplice, ma deciso, cambiò il suo destino.

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