La cena era iniziata in modo sereno, tra risate e ricordi del viaggio di nozze appena concluso. Marco e Giulia avevano invitato alcuni amici stretti per festeggiare l’arrivo imminente della loro bambina, ormai prevista per quella settimana. Il ristorante era accogliente, le luci soffuse, e il vino scorreva abbondante tra i brindisi e gli auguri. Giulia si sentiva felice e fiduciosa, anche se le ultime settimane di gravidanza le avevano regalato qualche notte insonne e qualche preoccupazione in più del solito. Verso le undici di sera, mentre il gruppo si attardava al tavolo, Giulia avvertì un dolore diverso dal solito, più intenso e persistente. Si alzò per andare in bagno, e fu in quel momento che capì che qualcosa stava cambiando definitivamente.
Il viaggio di ritorno a casa fu rapido, ma la situazione precipitò quasi subito. Le contrazioni divennero più frequenti e dolorose, e Giulia capì che non c’era più tempo da perdere. Marco, però, aveva bevuto qualche bicchiere di vino durante la cena, abbastanza da rendere impercorribile l’idea di mettersi alla guida. La loro auto era parcheggiata a diversi isolati di distanza, e chiamare un’ambulanza sembrava troppo lento per quella che ormai era un’emergenza sempre più urgente. Marco prese il telefono con le mani che tremavano leggermente, e cercò disperatamente una soluzione. Fu allora che ricordò il numero di Radio Taxi 24, il servizio che funzionava giorno e notte, sette giorni su sette, proprio per situazioni come quella.
La voce al telefono fu calma e professionale, nonostante l’ora tarda. “Resti tranquillo, signore, le mando un’auto immediatamente. In quale indirizzo si trova?” Marco fornì l’indirizzo del ristorante, pregando che fossero abbastanza vicini. Il centralinista promise che un taxi sarebbe arrivato in meno di dieci minuti, e mantenne la parola. L’autista, un uomo sulla cinquantina con anni di esperienza sulle strade di Roma, capì la gravità della situazione non appena vide Giulia piegata in due sul sedile posteriore, con il respiro affannato e le mani strette sulla pancia. Senza dire una parola, sfrecciò attraverso le strade quasi deserte della città, prendendo scorciatoie che conosceva solo chi viveva e lavorava lì da una vita.
Durante il tragitto, l’autista non smise un istante di parlare con Giulia per tenerla calma, mentre Marco le stringeva la mano dal sedile accanto. “Respiri profondamente, signora, siamo quasi arrivati. L’ospedale è a pochi minuti.” E così fu. Quando la macchina si fermò davanti al pronto soccorso dell’ospedale, Giulia fu accolta da un’équipe medica che era già stata allertata. La corsa in taxi aveva salvato minuti preziosi, quelli che avrebbero potuto fare la differenza. Due ore dopo, alle tre e quarantacinque di notte, Giulia e Marco tenevano tra le braccia la loro bambina, sana e robusta, con gli occhi già aperti come se volesse conoscere il mondo che l’aspettava.
Nei giorni successivi, mentre Giulia si riprendeva nella sua stanza d’ospedale, Marco non smise di pensare a quella notte. Senza Radio Taxi 24, senza quell’autista gentile e competente, chissà come sarebbero andate le cose. Quel servizio, spesso dato per scontato, si era rivelato determinante nel momento più importante delle loro vite. Marco decise che avrebbe lasciato una recensione positiva, ma soprattutto che da quel momento in poi avrebbe sempre consigliato quel servizio a chiunque ne avesse bisogno. Perché in una città grande come Roma, fatta di traffico e fretta, c’era ancora qualcuno pronto a correre per gli altri, a qualsiasi ora del giorno e della notte. La piccola famiglia, finalmente riunita, sapeva già che quella storia l’avrebbero raccontata alla loro bambina quando fosse cresciuta, come la storia di una notte che era iniziata con la paura e si era conclusa con l’amore più puro.

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