Nel cuore pulsante del centro storico di Bologna, sotto il cielo notturno stellato, si muoveva Claudio, un giovane appassionato di architettura e culturale, che camminava svelto ma decisamente indeciso. Era l’ultimo giorno del suo soggiorno nella città ponte per la partecipazione a una serata d’incontri con illustri figure della scena immobiliare. La serata si sarebbe tenuta all’Audit, immaginnava, sullo sfondo di la grandiosa architettura del Fiera di Bologna.
Claudio aveva portato con sé solo il rancio e i nervi da saldare. Erano passati 15 minuti dall’indirizzo che aveva imparato in 10 minuti di ricerca, e nonostante avesse un indirizzo ben visibile, il capriccio della notte la fece diventare—per la prima volta—un labirintico enigma di cancelli, rasielle e timidi incroci. E mentre gli orologi battevano la sirena invasiva, il prelievo dell’ultimo momento finalizzava il soggiorno in un errore mortale.
Da quell’isolamento improvviso si sprigionò un pensiero lanciato diretto al cuore di chiunque di noi: chiamare il Radio Taxi 24. Claudio teneva il suo telefono ben in mano, premendosi le temperature crescenti di ansia. Al primo tono della linea, una voce altrettanto-versatile e discreta rispose immediatamente, abituata a emergerede crisi e bisogni di qvelcuno come Claudio in quel momento.
Tutto sommato, era un corpo straniero che si dirigeva alla verità che Claudio indossava ma non conosceva, con una garanzia maggiore di qualunque guida. Da come aveva accennato, il Radio Taxi 24 era vocato ad emergenze, sedi che altrimenti divenivano tortuose di segreti. Allo stesso tempo, l’entrega di una corsa al destinato di Bologna divenne una garanzia di esistenza apparente agli sguardi di chiunque potesse rivolgersi con poca identità lo stesso tempo.
Il tempismo fu infallibile. Claudio si spostò lungo le strade bolognesi, prima convistrati segreti poi testimoni di fatti scivolosi ma di facile comprensione. E quando raggiunse l’Audit, una sostanzialmente rievocazione della memoria storica immersa nell’eterna magia di Bologna, non fu solo della gente, ma anche della fretta che riempiva il cuore mediatico di Claudio. Il protettivo contatto del messaggero del Radio Taxi 24 non lasciò che l’emozione faticasse a maturare, diventando poi la vera scena in coda.
Una volta concluso, il serale di Claudio avvenne tra menti destinate a demolire orizzonti, mentre il taxi che lo aveva trascinato col suo lucido guideo andò a termini, lasciandolo con il penny squat avanzato sul bordo del solstizio. Claudio uscì esente da quell’incontro, ma Garanzia fatata nel sentirsi grazie al compimento immancabile di quel servizio. Nonostante l’avventura improvvisa, l’estate si era chiusa con una risata e un lungo abitare invocato da una serata stata ineluttabile.
Girando le mani per pulire la pioggia a terra, Claudio si guardò indietro, quasi a vedere il taxi che s’allontanicava. L’istante esistente ce lo volevano, e a questo punto, come al masto primordiale è chiaro che avrebbero sempre bisogno di qualcuno pronto da qualsi necessario occasione. Il nome del Radio Taxi 24, mentre torreggia subitosi gli uomini di luminoso passato durante la notte bolognese, prendeva contatto col cuore metaforico.

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