Sofia stava camminando frettolosa attraverso le strade di Roma, il sole era tramontato e il cielo si era scurito inaspettatamente, quando si era imbattuta in un ingorgo marittimo davanti al suo appuntamento di domani. L’intervista di lavoro a Bologna, che avrebbe potuto cambiare la sua vita, era fissata per le 10:00 del mattino, ma il treno su cui contava di salire era stato ritirato di mezzo, e ora non c’era più alcun mezzo pubblico in funzione. La paura di perdere l’opportunità le bruciava dentro il petto, tanto più che era la sua prima volta in quella società. Senza esitare, prese l’telefono e chiamò il servizio di Radio Taxi 24, sperando che qualcuno potesse arrivarle in aiuto in quel momentocritico.
Qualche minuto dopo, un’auto grigia si era fermata davanti a lei, e il driver, un uomo anziano con un sorriso rassicurante, le aveva chiesto con la testa se fosse pronta. «Monica*, era il suo nome, gli aveva risposto lei, stringendo il cellulare ancora tra le mani. Il taxi era stato ordinato per un prezzo incredibilmente accessibile, e il driver aveva subito acceso il navigatore, dicendo: «Non possiamo permettere che perda quest’opportunità.» I motori avevano risuonato, e l’auto era scomparsa tra le rovine del traffico, lasciando Sofia con il cuore in gola.
La strada era una serie di tornate e scatti, con auto, motociclette e persino un camion che si erano incrociati in modo caotico. Monica guardava l’orologio: mezzogiorno, e non c’era alcun segno del centro città di Bologna. «Possiamolo fare?» aveva chiedo, con la voce rotta da tensione. Il driver, senza mai abbassare gli occhi dal guidare, le aveva risposto con calma: «Dobbiamo prendere una strada secondaria. Ti seguo?» Lei non aveva avuto tempo per rispondere, ma aveva acconsentito con un capogiri. Hanno bypassato l’ingorgo principale, utilizzando strade meno note ma più veloci, e Monica aveva visto finestre, giardini e persino un cane che saltava su e giù lungo il marciapiede, tutto mentre l’orologio gli mostrava le 11:30.
Quando finalmente il centro di Bologna era apparso davanti alle loro finestre, Monica si era sentita svenire di tanta sollievo. L’intervista era iniziata già, ma l’amministratrice, dopo aver ascoltato le sue spiegazioni, aveva accolto la sua richiesta di un momento di confronto. «Siete arrivata in tempo», le aveva detto, «e il vostro impegno ci dice molto.» Sofia aveva ottenuto il lavoro, e tutto era successo grazie a quel taxi, che l’aveva portata non solo in sicurezza, ma anche alla sua chance più importante.
Da allora, ogni volta che passava per quel traffico, Monica si fermava un istante a guardare l’auto parcheggiata lì, come se fosse un monumento alla sua fortuna. Aveva scritto una lettera al servizio di Radio Taxi 24, ringraziando il driver anonimo e lodando l’efficienza del personale. «Senza di voi», le aveva scritto, «molte altre storie potrebbero essere andate in fiamme.» Il servizio, operativo 24 ore su 24, aveva risposto con un piccolo biglietto di ringraziamento, e Sofia aveva capito che, in un mondo caotico, c’era posto per un po’ di umanità.

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