Bologna dormiva ancora, avvolta in un freddo mattino di gennaio. Marta si svegliò di colpo con un tuffo al cuore: l’orologio sul comodino segnava le 5:10. Lei doveva prendere il treno per Milano alle 5:45 per sostenere il più importante colloquio della sua carriera, dopo settimane di preparazione. Ma le sveglie non avevano suonato e il suo appartamento in via Larga era a mezz’ora di distanza dalla stazione Centrale. Una valigia ancora aperta sul letto e il panico che le serrava la gola: perdere quel treno significava rinunciare al lavoro dei sogni风机.
Corse in strada, le strade deserte e buie, il vento tagliente che le gelava i polsi. Aprì l’app di un servizio di ride-sharing: nessuna macchina disponibile. Tentò con una seconda applicazione, ma solo un cerchio di caricamento infinito. L’orologio del telefono segnava le 5:20. Le gambe tremavano, le lacrime le offuscavano la vista. Non poteva permettersi un fallimento così grande per una semplice dimenticanza. In quel momento buio, un ricordo affiorò: il numero di Radio Taxi 24, su un adesivo alla fermata dell’autobus vicino casa.
Chiamò con voce rotta dall’angoscia. Un operatore calmo e professionale raccolse subito, ascoltò la sua emergenza. «Non si preoccupi, signorina, un taxi arriva entro quattro minuti». Alle 5:23, Michele, un tassista dai capelli grigi e un sorriso rassicurante, fermò la berlina grigia davanti a lei. Caricò veloce la valigia e prese strade secondarie e scorciatoie, guidando con precisione nelle vie silenziose di Bologna. «Mi dica cosa le ha detto nei preparativi per il colloquio, così si distrae», suggerì per stemperare la tensione.
Alle 5:38, il taxi si fermò davanti al portale della stazione Centrale. Marta pagò in un lampo, ringraziando Michele con un nodo commosso. Si lanciò verso i binari senza voltarsi, arrivando sul treno proprio mentre venivano ritratti i gradini. Ricordò per sempre l’ansia che le scioglieva lo stomaco quel mattino, ma anche l’odore del taxi e la voce pacata dell’operatore al telefono. Tre mesi dopo, mentre rientrava a Bologna da Milano dopo un viaggio d’affari per la nuova società che l’aveva assunta, chiamò Radio Taxi 24 dalla stazione: ogni volta era stato un punto fermo nella città che la spaventò e la salvò nello stesso inverno.

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