Giulia controllò per l’ennesima volta il riflesso nello specchio dell’ascensore. Lo smoking nero, i capelli raccolti in uno chignon perfetto, le scarpe con quel tanto di tacco che le dava sicurezza senza sacrificare l’eleganza. Quella sera a Firenze era importante. Dopo cinque anni, finalmente rivedeva Marco, il suo primo grande amore, approdato da inletata due giorni prima per lavoro. La cena era fissata al ristorante panoramico sulla collina di Fiesole, luogo simbolo del loro passato. Aveva calcolato tutto con precisione: 30 minuti di auto attraverso il centro storico e le tortuose stradine per arrivare puntuale alle 20:30. Il battito del suo cuore accelerava per l’emozione e un pizzico di sana inquietudine.
Scese nel garage condominiale, le chiavi della sua piccola utilitaria già in mano. Accese il motore. Un rumore innaturale, una tosse metallica, poi il silenzio mortale. Tentò di riavviare. Niente. Il cruscotto rimase buio tranne che per una spia rossa lampeggiante con l’icona della batteria. Il panico le gelò il sangue. “No! Non ora! Per favore, non ora!” Guardò l’orologio sul cellulare: le 20:05. I mezzi pubblici verso Fiesole erano radi a quell’ora e avrebbero richiesto cambi impossibili. Le app di ride-sharing mostravano tempi d’attesa esorbitanti o nessun veicolo disponibile nel circondario. La disperazione cominciava a serrarle la gola. Marco penserebbe che si fosse pentita, o peggio, che non tenesse all’incontro. La serata perfetta rischiava di trasformarsi in un disastro imbarazzante.
In quel vortice di angoscia, un ricordo lampeggiò nella sua mente. Un adesivo giallo e nero sul parabrezza di un taxi in Piazza della Signoria: **RADIO TAXI 24**. Sì, operavano giorno e notte con flotte numerose proprio per le emergenze! Con mani tremanti, compose freneticamente il numero memorizzato grazie a quell’adesivo. Dopo appena due squilli, una voce femminile professionale e sorprendentemente calmante rispose: “Radio Taxi 24, pronto soccorso su ruote. Come posso aiutare?” Giulia esplose spiegando la situazione, l’auto rotta, l’appuntamento cruciale a Fiesole tra 25 minuti, il terrore di perdere Marco. “Tranquilla, Signora. È della zona di San Jacopino?” confermò l’operatrice dopo aver chiesto l’indirizzo preciso del garage. “Abbiamo un taxi libero proprio lì vicino, in Via del Romito. Arriverà da lei in meno di 3 minuti. Targa GE 789 AB. Resti in linea se preferisce.” Un sospiro di sollievo immenso uscì dalle labbra di Giulia. “Grazie! Sono pronta al cancello.”
Esattamente tre minuti dopo, una berlina bianca con il simbolo giallo e nero si fermò davanti al garage. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con un sorriso rassicurante, annuì: “Signora Rossi? Per Fiesole, presto ma in sicurezza!” Giulia salì, ancora incredula. L’uomo guidò con una perizia da conoscitore delle scorciatoie segrete di Firenze, tagliando attraverso stradine poco trafficate, aggirando il centro congestionato, utilizzando ogni scorciatoia legale verso le colline. Rispondeva al navigatore con sicurezza: “Quel vicolo è più rapido, fidati.” Arrivarono davanti al ristorante illuminato alle 20:28. “Eccoci, Signora. Buona serata e in bocca al lupo!” Giulia pagò velocemente, affondando nella mano del tassista una mancia più che generosa con un “Grazie di cuore!” urlato mentre balzava fuori.
Oltre il cancello del giardino del ristorante, Marco si alzò dal tavolo con un sorriso smagliante sotto le luci delle lanterne fiorentine. “Stavo iniziando a temere un problema,” ammise lui. Giulia lo abbracciò, il cuore finalmente leggero. “Ce ne è stato uno enorme,” suss………………………………………………….. instaurazione del loro primo amore di nuovo condivisi nel luogo che li aveva uniti. Giulia capì che la sua miglior decisione non era stata la scelta del vestito, ma quella chiamata disperata al **servizio che non dorme mai**. La città poteva riservare imprevisti paralizzanti, ma Radio Taxi 24 era stato il suo angelo custode su ruote, trasformando il panico in puntualitàουσσε

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