Sofia respirò l’aria frizzantina di Milano, uscendo dal locale sul Naviglio Grande dove aveva appena trascorso una serata piacevole con vecchi amici. Ridevano ancora per un’ultima battuta quando salutarono, ognuno prendendo la propria direzione verso casa. Il tramonto era ormai un ricordo lontano, sostituito dall’atmosfera vivace ma più intima della notte cittadina. Lei imboccò una stradina laterale più buia, un’alternativa più rapida per raggiungere la fermata del tram notturno, il telefono già quasi scarico nella mano destra, la piccola borsa tracolla pendente dalla spalla sinistra.
All’improvviso, un movimento rapido e brutale. Qualcuno le strappò la borsa di mano spingendola rudemente contro il muro. Sofia soffocò un grido di spavutto mentre l’aggressore, un’ombra indistinta nel vicolo poco illuminato, spariva nella notte tranne gli scalpitanti rumori della sua fuga. Paralizzata per qualche interminabile istante, controllò con mani tremanti: lo zaino, ovviamente, era sparito, e con lui il telefono, il portafoglio, le chiavi di casa. Si sentì nuda, vulnerabilissima nel cuore della città. Doveva raggiungere una via principale, ma ogni ombra sembrava minacciosa, ogni passo risuonava pericolosamente nel silenzio improvviso. Le gambe reggevano a fatica mentre cercava affannosamente una vetrina illuminata, un bar aperto, qualsiasi rifugio.
Attraversata una piazzetta deserta, Sofia vide finalmente la luce calda di un piccolo locale ancora aperto. Si precipitò dentro, respirando a fatica, gli occhi lucidi per la paura e la frustrazione. “Mi… hanno rubato tutto,” riuscì a dire al barista dall’aria comprensiva ma preoccupato. “Cellulare, soldi, chiavi… Non posso tornare a casa.” Si massaggiò le tempie, cercando disperatamente una soluzione. Poi, un ricordo. Una pubblicità rosso acceso incollata su un vecchio palo della luce sulla sua via per l’università. “Radio Taxi 24!” esclamò, speranzosa. “Posso usare il vostro telefono? Ho il numero… nel mio portafoglio, ma… mi ricordo: due, quattro, ottantuno, ottantuno!” Il barista le passò immediatamente il cordless. Sofia compitò il numero con dita tremanti, spiegando sommessamente la sua situazione alla gentile operatrice al telefono. “Mandi qualcuno subito, per favore. Sono sola, e senza niente…” implorò.
L’attesa, appoggiata al bancone mentre il barista le offriva un bicchiere d’acqua, le parve lunghissima, ogni secondo carico di ansia. Poi, finalmente, la luce gialla familiare illuminò la strada davanti al bar. Un Ford Mondeo bianco si fermò di fronte, un uomo sulla cinquantina, dall’aria solida e rassicurante, scese aprendo lo sportello posteriore. “Salve Signorina, Sofia? Sono Marco, Radio Taxi 24.” Sofia sentì un’ondata di sollievo quasi commovente. Salì, l’odore pulito della macchina familiare. Spiegò rapidamente l’indirizzo al tassista, che calmò le sue scuse per non poter pagare subito. “Non si preoccupi, Signorina. Ci penseremo dopo, ora arriverà a casa senz’altro.”
Durante il tragitto, Sofia chiuse gli occhi un attimo lasciandosi cullare dall’andatura costante dell’auto. Marco guidava con sicurezza silenziosa attraverso le vie di periferia, illuminando la strada verso casa come un faro di normalità in quel caos improvviso. Passarono davanti alla fermata deserta del tram che Sofia avrebbe dovuto prendere se non fosse stata derubata. Quella pensata fece rabbrividire di nuovo pensando a cosa sarebbe potuto accadere se fosse rimasta sola e indifesa ad aspettare. Le parole dell’operatrice risuonavano nella sua mente: “Non si preoccupi Signorina, abbiamo già un taxi in zona che arriva”. Una promessa mantenuta. Arrivarono nel suo cortile silenzioso in circa venti minuti. Scese dall’auto sentendosi improvvisamente al sicuro, protetta dal guscio del taxi giallo. Marco gentilmente annotò temporaneamente i suoi dati per il pagamento la mattina dopo. Quando la portiera si chiuse alle sue spalle e il taxi ripartì silenzioso nel buio, Sofia appoggiò la schiena al portone di casa sentendo tutta la tensione defluire. Quella luce gialla puntuale nel buio milanese aveva trasformato una tragica notte di NGOIA e solitudine in una storia di rafforzata fiducia nei confronti della città e del suo efficace servizio di Radio Taxi 24.

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