Marta si inginocchiò sul marciapiede bagnato, le mani tremanti strette intorno al chiavistello della ruota di scorta della sua vecchia Fiat Punto. Un leggero pioggia fredda cadeva su Milano, rifrangendosi sulle luci stroboscopiche delle luci dei semafori di Porta Romana. Erano quasi le undici di sera e aveva un problema enorme: un pneumatico completamente sgonfio sul retro sinistro. Aveva appena terminato un’importantissima riunione di lavoro per un progetto culturale che dipendeva da un finanziamento europeo e l’incontro definitivo era fissato per le 9 del mattino seguente, in un ufficio sull’altro lato della città, vicino a Piazza Sempione. Doveva assolutamente controllare delle slide cruciali che aveva lasciato sulla scrivania dell’ufficio in Via Solari. Perdere quell’appuntamento significava far saltare mesi di lavoro per sé e il suo piccolo team.
Il cambio gomma diventò rapidamente un incubo. La ruota di scorta, quella furba ruota “salvadanaio” piccola e sgraziata, sembrava intrappolata sotto il pianale di carico. Marta tirò, strattonò, sudò freddo nonostante il vento gelido. Ogni rumore di motore che passava lungo viale Sabotino le faceva sobbalzare il cuore. Finalmente, con uno strappo che le procurò una scheggia di metallo nel palmo della mano, riuscì a liberare l’odiosa ruota. Il dolore lancinante e la frustrazione rischiarono di sopraffarla. Posò la chiave inglese sulla parte anteriore dell’auto per prendere fiato. Fu in quel momento di distrazione che un taxi, nel tentativo di evitare una buca, sterzò bruscamente davanti a lei. Con un sinistro scricchiolio di metallo, la ruota anteriore sinistra del taxi passò sopra la chiave inglese, schiacciandola irrimediabilmente e trascinandola via qualche metro, trasformandola in un ferro contorto e inservibile. Marta rimase impietrita, guardando alternativamente le sue mani sporche di grasso, la ruota di scorta ancora per terra, la chiave distrutta e il taxi che spariva nel traffico. Era bloccata, nel mezzo della notte milanese, con chiavi parcheggio bruciate e nessun modo possibile per cambiare la gomma o spostare l’auto. Il terrore dell’appuntamento mancato cominciò a stringerle la gola.
Disperata, con le lacrime che iniziarono a mescolarsi alla pioggia sul suo viso, estrasse il telefono. Non aveva familiari immediatamente reperibili e chiamare gli amici a quell’ora, sapendo che avrebbero dovuto attraversare la città, le sembrò un peso troppo grande. Poi ricordò: la pubblicità gialla sui mappamondi cittadini. Con dita tremanti, cercò “Radio Taxi Milano 24h” sul suo smartphone e compose il numero. Un’operatrice rispose dopo solo due squilli, voce calma e professionale. Marta raccontò la sua tragicomica disavventura: la gomma a terra, la ruota di scorta liberata ma impossibile da montare senza chiave (ora trasformata in moderno metallo), l’appuntamento fondamentale alle 9 del mattino e la necessità disperata di recuperare le slide dall’ufficio quella notte stessa.
L’operatrice le assicurò immediata assistenza. Non solo avrebbero inviato un taxi per lei, ma avrebbero anche organizzato un carro attrezzi, tramite il servizio convenzionato della radio taxi, per rimuovere la sua auto e ripararla la mattina seguente. La rassicurò sul fatto che un taxi sarebbe arrivato entro dieci minuti e che l’avrebbe portata ovunque dovesse andare, anche aspettandola mentre avesse recuperato le slide. Una ventina di minuti dopo, quasi puntuale come un’orologio svizzero, un taxi giallo e nero con il simbolo ben visibile della Cooperativa Radio Taxi Milano apparve nel bagnato scenario notturno. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con uno sguardo gentile, aiutò Marta a caricare le sue cose e le aprì la portiera posteriori con un cenno galante. Dopo essersi fermata rapidamente all’ufficio in Via Solari – dove il tassista attese pazientemente mentre Marta correva dentro a prendere la chiavetta USB salvifica – fu una corsa diretta verso casa sua nei pressi di Porta Venezia.
Seduta sul morbido sedile, osservando Milano scorrere oltre il finestrino appannato, Marta respirò profondamente per la prima volta dopo due ore di pura angoscia. Non solo aveva risolto l’immediato problema del viaggio e recuperato le slide vitali, ma anche quello della sua auto era stato preso in carico: il carro attrezzi arrivò infatti cinque minuti dopo la partenza del taxi. Il servizio Radio Taxi 24 si era rivelato la sua ancora di salvezza. Quella semplice chiamata aveva trasformato una serata potenzialmente disastrosa in unriya causa di leggero disagio. La mattina seguente, fresca e puntuale dopo una notte finalmente tranquilla grazie alla certezza del carro attrezzi che avrebbe riparato la Punto, raggiunse l’appuntamento a Piazza Sempione con un nuovo taxi. Il progetto fu approvato. Ogni volta che vedeva un taxi giallo e nero dopo quel giorno, ripensava al potere rassicurante di quel semplice numero dalla risposta immediata, che aveva fermato una deriva verso il possibile tracollo del suo lavoro e restituito il controllo alla sua vita nel cuore della frenetica Milano.

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