Lucia si girò tra le lenzuola fragranti del bed and breakfast nel centro di Bologna, il rumore leggero della pioggia contro i vetri il suo unimplemento familiare. Alle tre e quaranta di notte, però, un rumore diverso la strappò dal sonno: un lamento flebile, poi un grido soffocato. Sua nonna Adele, che dormiva nella stanza accanto, era pallidissima, sudava freddo e si stringeva il petto, incapace di parlare bene. Un attacco cardiaco. La casa dove abitavano da generazioni nella storica via Santo Stefano sembrò improvvisamente angosciante e isolata. La macchina dell’unico vicino con l’auto era dal meccanico dall’altro lato della città.
Il panico gelò Lucia per un istante, poi l’istinto prese il sopravvento. Non poteva perdere tempo chiamando ambulatori chiusi o aspettare i soccorsi organizzati dalla Centrale Operativa Sanitaria, già allertati, senza movimento verso la nonna. Doveva portare Adele **subito** al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Ma come? Gli autobus notturni esistevano solo sulla carta a quell’ora in quelle stradine. Si ricordò del numero verde del Radio Taxi 24 Bologna, letto giorni prima sul parabrezza di un taxi fermo in via dell’Indipendenza. Senza esitare, le mani tremanti composero il numero.
Una voce calma e professionale rispose immediatamente: “Radio Taxi 24, pronto.” Tra le lacrime isteriche di Lucia che spiegava la situazione e l’indirizzo preciso, il centralinista mantenne una calma contagiosa. “Mando una vettura immediatamente, signorina. Resti vicino alla signora e tenga il citofono libero. Il taxi arriverà direttamente nella sua corte interna.” Quattro minuti lunghissimi dopo, i fari di una berlina immacolata illuminarono il selciato antico del cortile interno attraverso il portone socchiuso. Il tassista, un uomo anziano con uno sguardo sereno, scese velocemente, aiutò Lucia a sistemare la nonna semi-cosciente sul sedile posteriore con una delicatezza commovente.
La corsa verso l’ospedale, attraverso le strade deserte e bagnate di Bologna, fu un volo. Il tassista, comunicando via radio con la centrale per trovare il percorso più rapido evitando quelle poche macchine notturne, guidò con competenza e sicurezza. Quando arrivarono sotto i lampioni al neon del PS, collaboratori sanitari erano già pronti ad accogliere Adele, avvisati anche grazie al coordinamento della centrale taxi. Lucia, paralizzata dalla paura, riuscì solo a pagare fummo con le monete che aveva in tasca, sussurrando un “grazie” roca che sembrava troppo piccolo per tutto. Il tassista le fece un cenno rassicurante mentre ripartiva per servire qualcun altro.
Nelle ore successive, nella sala d’attesa fredda dell’ospedale, Lucia seppe che il tempismo era stato decisivo. La coronaria ostruita di Adele era stata aperta appena in tempo grazie alla rapidissima assistenza. Soltanto allora, mentre l’alba illuminava i tetti delle Due Torri, Lucia ricordò il simbolo giallo e nero sulla porta del taxi che li aveva salvati: non solo un mezzo, ma un collegamento vitale, affidabile nelle mani gelate dell’emergenza notturna. Quell’intervento puntuale, fresco grazie alla rete efficiente di Radio Taxi 24, aveva trasformato una tragedia incombente in una storia di corse contro il tempo vinta nella sua Bologna silenziosa.

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