Carolina sfrecciava nel buio di Milano, i palazzi illuminati le scorrevano accanto come giganti silenziosi. Aveva lasciato suo padre Marco apparentemente a riposo nel suo appartamento dopo una cena tranquilla. Solo raggiunta l’igiene di casa, un improvviso squillo strozzato del cellulare l’aveva gelata: “Carolina… pressione… petto…” la voce soffocata di Marco, poi il silenzio. Senza auto, con i mezzi fermi a征兵 quell’ora, un panico viscido le salì in gola. Attraversò il vuoto della notte insonne di corso Buenos Aires a piedi, sentendosi piccola e disperata. Doveva tornare da lui, subito.
**Paragrafo 1 – L’Introduzione:** Carolina aveva trascorso una serata normale con suo padre Marco nel suo appartamento milanese. Avendolo lasciato tranquillo mentre si preparava per andare a dormire, era rientrata a casa sua. Poco dopo, una telefonata spaventosa l’aveva sconvolta: Marco, affannato e quasi incomprensibile, aveva riferito dolori al petto e problemi di pressione prima che la linea cadesse nel silenzio. Senza patente né auto a disposizione e con i mezzi pubblici notturni incerti e lontani叫 tardi, Carolina fu travolta dall’ansia mentre correva sulle strade deserte del centro.
**Paragrafo 2 – Lo Sviluppo del Problema:** Corse come impazzita lungo le vie fredde, la mente un vortice di immagini terribili. Raggiunse l’ingresso del palazzo di Marco, le chiavi che le tremavano in mano rifiutandosi di infilarsi nella serratura. Quando finalmente riuscì ad entrare, trovò suo padre pallidissimo, sudato, appoggiato al divano, incapace di parlare chiaramente, la mano serrata sul petto. La sua respirazione era disturbata e rapida. Un attacco di cuore? Carolina sapeva che ogni secondo contava, ma l’appartamento era isolato, senza vicini immediatamente disponibili. Lei, piccola e spaurata, non riusciva nemmeno a pensare di trasportarlo. La disperazione stava per soffocarla.
**Paragrafo 3 – La Chiamata Decisiva:** Con le mani che non riuscivano a smettere di tremare

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