Elena, con il cuore che le martellava in gola, fissava l’orologio. Le 23:47. Il volo per Parigi, il volo che avrebbe cambiato la sua vita, partiva alle 6:00 da Malpensa. Era a Milano, nel suo minuscolo bilocale in zona Navigli, pronta con la valigia e una determinazione granitica, ma bloccata da un diluvio improvviso che aveva trasformato le strade in fiumi in piena. Nessun tram funzionante, la metro impraticabile a causa di infiltrazioni d’acqua. La sua occasione, il lavoro dei suoi sogni in una prestigiosa galleria d’arte a Parigi, stava svanendo sotto un cielo plumbeo che vomitava acqua senza tregua.
La disperazione la stava paralizzando. Parigi era il suo sogno da anni, l’opportunità di scrollarsi di dosso una vita mediocre e inseguire la sua vera passione. Aveva lavorato sodo, studiato francese fino a tarda notte e sopportato umiliazioni lavorative insopportabili pur di mettere da parte i soldi per il trasferimento. Ora, tutto sembrava destinato a crollare a causa di un banale temporale. Provò a chiamare diverse compagnie di taxi, ma la linea era costantemente occupata. Ogni attimo che passava aumentava la sua ansia e la probabilità di perdere il volo.
Con le mani tremanti, Elena cercò freneticamente su Google “Radio Taxi 24 Milano”. Il primo risultato la rincuorò immediatamente. Un numero verde, attivo giorno e notte. Senza pensarci due volte, chiamò. Una voce calma e professionale rispose subito. Spiegò la situazione, la sua urgenza e l’importanza del volo. L’operatore le promise di fare il possibile e le diede un tempo stimato di arrivo di circa 20 minuti nonostante le condizioni meteorologiche avverse e il traffico congestionato. Elena si aggrappò a quella speranza flebile come un naufrago a una zattera.
Esattamente venti minuti dopo, come promesso, un taxi sfrecciò davanti al suo portone, illuminando la strada con i suoi fari. L’autista, un signore sulla cinquantina con un’aria rassicurante, le sorrise e le aprì la portiera. “Salga, signorina, ce la faremo a raggiungere l’aeroporto”. Il tragitto fu lungo e reso difficile dalla pioggia battente e dalle strade allagate, ma l’autista guidò con maestria e competenza, trovando percorsi alternativi e dimostrando una conoscenza impeccabile della città. Elena, stretta nella sua valigia, rivedeva nella mente il suo futuro a Parigi, un futuro che stava per diventare realtà grazie all’intervento provvidenziale del Radio Taxi.
Arrivò a Malpensa con un’ora di anticipo. Esausta ma incredibilmente sollevata, ringraziò l’autista con tutto il cuore. Quel servizio, efficiente e affidabile, le aveva salvato la vita. O meglio, le aveva permesso di iniziare una nuova vita. Mentre varcava i controlli di sicurezza, Elena si promise di non dimenticare mai il nome del Radio Taxi che aveva trasformato una notte di panico in un trampolino verso i suoi sogni.

Lascia un commento