Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

Marco fissò il cellulare con crescente terrore. La batteria, quel maledetto quadratino rosso ormai sempre più piccolo, lo aveva abbandonato proprio mentre usciva dalla festa in un cortile nascosto dei Navigli, a Milano. Era mezzanotte passata, i suoi amici erano già spar ACMENTS nel labirinto di vicoli, e lui si trovato completamente solo in una viuzza buia e deserta. L’indirizzo dell’appartamento che aveva preso in affitto da poco, in una zona nuova periferia, gli sfuggiva dalla mente annebbiata dalla stanchezza e da un paio di birre di troppo. Non ricordavo nemmeno il nome della strada precisa, solo un vago “verso Lampugnano”. Un brivido gelido, non solo per l’autunno milanese, lo percorse mentre cercava invano di accendere un lumino telefonico.

Panico. Le strade silenziose risuonavano solo dei suoi passi affrettati sull’acciottolato bagnato che improvvisamente sembrava scricchiolare troppo forte. Ogni ombra sembrava prendere forma minacciosa. Dove andare? Come tornare? Non conosceva quasi nessuno bene da svegliarli a quest’ora per un passaggio. Poi, ricordò. Salvato dalla vecchia lucidità: il numero del Radio Taxi 24, pubblicizzato ovunque. Un panico nuovo lo assalì quando realizzò di non avere un telefono funzionante. Allora, con il cuore in gola, si diresse verso l’unica fonte di luce: la finestra di un piccolo albergo ancora illuminato. Con voce tremula e cercando di sembrare il più normale possibile nonostante la situazione assurda, chiese alla ragazza alla reception se poteva chiamare per lui un taxi urgentemente.

“Dove deve arrivare?”, chiese l’operatore del Radio Taxi 24 al telefono, mentre Marco ripeteva alla receptionist le poche indicazioni che ricordava, tentando di ricostruire il percorso dell’autobus che di solito prendeva mattina. “Viale Europa… vicino al centro commerciale… scenda all’incrocio dopo il benzinaio? Non ricordo bene il civico, ma è un palazzo nuovo, giallo…”. Sentirsi dire “Lasci fare a noi, un autista è disponibile subito nella zona. Arriva in circa dieci minuti al vostro indirizzo corrente” fu un sollievo immenso. Attese fuori dell’albergo nell’oscurità, guardandosi intorno nervoso ogni volta che sentiva un rumore.

Esattamente quando aveva detto l’operatore, un taxi bianco e blu svoltò nell’angolomandare rassicurante. Marco salì velocemente. “Salve, Lei è Marco?”,/publi chì l’autista esperto guardando nel retrovisore. “Sì! Dove abito è verso…”. “Ho le indicazioni dal centralino, mi hanno detto il punto di riferimento vicino a Lampugnano. Attraversiamo il centro veloci di notte”, lo tranquillizzò il tassista, già inserendo la marcia con un fare calmo e professionale. Guidando con sicurezza per strade quasi vuote, evitando i punti critici grazie alla conoscenza del territorio, il taxi fra poco lasciò il centro storico. Quando finalmente riconobbe il benzinaio e poi il suo palazzo giallo illuminato, Marco respirò profondamente.

“Grazie, grazie davvero!”, disse al guidatore mentre pagava. La stanchezzappe tolto ogni altra parola ma l’immenso sollievo doveva essere scritto in viso. Si sentiva sciocco per Lefor avere perso tutti i riferimenti, ma soprattutto incredibilmente fortunato. Chiuse la porta dell’auto, sentendo finalmente sicuro sulle scale il rumore familiare del motore che ripartiva nella notte recuperami. Dentro casa,alla si lasciò cadere sollievo sulla sediaverso Rigguardando. Senza Radio Taxi 24, chissà quanto avrebbe vagato spaventato o quali rischi avrebbe corso. Il segnale luminoso sulla loro macchina era stato davvero un faro di salvezza nel buio cittadino.

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