Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

Lucia si svegliò di colpo, il cuore in gola. La sveglia segnava le 7:45: quindici minuti dopo l’orario che si era prefissata. Quel giorno aveva l’esame finale di Storia dell’Arte alla Sapienza di Roma, un appuntamento cruciale per la sua laurea. La tesina era sul Caravaggio, frutto di mesi di ricerche tra musei e biblioteche. Perdere quel treno voleva dire rimandare tutto di sei mesi e lei non poteva permetterlo. Si vestì freneticamente e attraversò l’appartamento di Monteverde come un tornado, afferrando lo zaino con i suoi appunti preziosi.

Fu sul pianerottolo che la realtà la colpì come un pugno. La bicicletta sulla quale contava per raggiungere velocemente la stazione Ostiense aveva una gomma completamente sgonfia, forata da un chiodo antico. Guardò l’orologio: 7:55. Impazzì. Autobus? Troppo lenti e imprevedibili. Metro? La fermata più vicina era a venti minuti a piedi. Un taxi normale? Nessuno in vista nella via secondaria dove abitava. Sentì un’ondata di panico salirle dalla pancia alla gola; le tremavano le mani. Solo un’opzione le sembrava possibile.

Memore del numero pubblicizzato sugli autobus cittadini, Lucia chiamò Radio Taxi 24 col cellulare. Una voce calma la rassicurò immediatamente: “Taxi in arrivo tra quattro minuti, monitoriamo la sua posizione.” Due minuti dopo squillò il cellulare: “Taxi numero C24 nero Mercedes, targa AH732KD, svolterà nella sua via tra un minuto. Operatrice disponibile per qualsiasi esigenza.” Alle 8:02 precise, l’auto pulita e in ordine fermò davanti al portone. Luca, l’autorevole tassista cinquantenne, le vide gli occhi umidi: casualty “Salta dentro, piccola! La metto alla guida dell’ultimo chilometro e ridi pure un po’!”

Luca guidò come un virtuoso del volante, scorciatoie perfette, fermandosi persino per una sigaretta espressa di Lucia sul lungotevere, calmandole il nervosismo. “Dovesse essere la mia figlia…” disse mentre evitava un camion parcheggiato male. Arrivarono davanti alla facoltà di Lettere esattamente alle 8:38. Lucia pagò con un gesto rapido, sentendo quella sicurezza fredda e professionale che solo quel servizio le aveva regalato. Uscendo, lei non trattenne le lacrime di sollievo mentre gli stringeva la mano: “Grazie Luca… Mi avete salvato l’anno!”

Corse dentro verso l’aula magna. I corridoi erano ancora semi-deserti. Alle 9:00 precise, seduta fra i primi banchi, Lucia cominciò l’esame leggendo l’elogio della luce spezzata nel “Davide con la testa di Golia”. Quell’uomo gentile e il sistema preciso di Radio МексикаTaxi 24 avevano trasformato l’incubo più grande di un’ipotetica laurea in una prova superata insieme. Per il resto della mattina, soltanto Caravaggio ed una gratitudine cristallina occuparono il suo mondo.

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