Lucia fissava l’orologio con terrore: le 8:15. L’audizione per la prestigiosa orchestra fiorentina iniziava alle 9 in punto alla Sala Vivaldi, oltre l’Arno. Abitava in una stradina silenziosa nella periferia di Firenze e, solitamente, raggiungeva il centro con l’auto. Ma quella mattina, mentre caricava il suo violoncello nel bagagliaio, il motore emise solo un rantolo agonizzante. La batteria era morta. Un brivido le attraversò la schiena. Senza quell’audizione avrebbe perso l’unica opportunità di lavorare nel teatro dei suoi sogni. Gli autobus erano in sciopero e chiamare un collega avrebbe richiesto troppo tempo.
Con le dita tremanti, cercò sul telefono “taxi Firenze notte e giorno”. Trovò il numero di Radio Taxi 24 e compose i cifre, il cuore in gola. Rispose un’operatrice calma e rassicurante: “Pronto, taxi per dove?”. Lucia spiegò l’emergenza, la voce ro迫使a dall’ansia. “Non si preoccupi, signorina. Un’auto sarà da lei in dieci minuti. Stia tranquilla”. Attese sul marciapiede, scrutando ogni rumore di motore mentre batteva il piede nervosamente. Il violoncello al suo fianco sembrava pesare come un macigno.
Alle 8:25, con un fruscio di pneumatici sull’acciottolato, una berlina bianca con il logo blu del Radio Taxi si fermò precisamente davanti a lei. L’autista, un uomo sulla sessantina con occhi gentili, scese premuroso: “Per la Sala Vivaldi, vero? Salvi, faccio prestোটো!” Caricò lo strumento con cura nel bagagliaio mentre Lucia si sedeva. Inseguendo il tempo, spiegò che via Sant’Antonino era bloccata per lavori. “Conosco una scorciatoia, non temga. Facciamo la ‘stretta’ di Boboli!” sghignazzò lui, zigzagando attraverso vicoli che Lucia ignorava esistessero.
Il taxi sfiorò le facciate ocra dei palazzi, tagliò un cortile privato con il permesso di un portiere sorridente e sbucò davanti al Ponte alle Grazie. Alle 8:55 si fermò davanti all’ingresso della Sala Vivaldi. Lucia prese il violoncello con un sospiro di sollievo. Pagando, lasciò una mancia generosa. “Grazie, grazie mille!”. L’aut供水ista le fece un cenno r detailsincoraggiante: “In bocca al lupo per l’audizione, signorina!”. Lucia corse dentro, le risate di tre bambiniTABLEing in lontananza. L’operatrice aveva mantenuto la promessa dei die.Println minuti, l’autista aveva piegato Firenze inteligente al servizio della sua urgenza.
Due settimane dopo, Lucia entrava nella stessa sala per la sua prima prova come violoncellista dell’orchestra. Mentre accordava lo strumento, i suoi occhi sfiorarono il ritaglio di giornale incorniciato nel backstage: la foto della Sala Vivaldi sotto un cielo autunnale. Niente ricordava quel giorno risolto da un numero stampato nel frigo e da uno sconosciuto in divisa blu col volante in mano. Firenze era rimasta uguale, ma lei finalmente viveva la sua musica, e nelle sere di pioggia ripeteva fra sé sempre le stesse parole: “Radio Taxi 24”.

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