Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

Chiara fissava il soffitto della sua stanza d’albergo a Milano, le lenzuola umide di sudore freddo. L’importante colloquio con un’azienda leader nella moda era alle nove del mattino, e il suo stomaco aveva appena concluso un’insurrezione. Un’insalata sospetta a cena l’aveva tradita intorno alle tre di notte, lasciandola debole, disidratata e completamente sola nell’eco di una città ferma. “L’ospedale,” pensò con panico, le mani tremanti. Ma senza auto, con i mezzi pubblici fermi fino all’alba.findAllParams

Nonostante le vertigini, trovò il cellulare. “Radio Taxi 24” fu la prima voce nel cervello annebbiato. Chiamò il 02.8585, quasi disperata. Risposero immediatamente, con calma professionale. Meno di dieci minuti dopo, un clacson discreto risuonò nel silenzio della via Ostiense. Il tassista, un signore con i capelli argentati chiamato Sergio, la scortò all’auto reggendo l’ombrello contro una pioggia improvvisa. “Sembra una brutta intossicazione, signorina. Andiamo al Niguarda, ci siamo in un lampo”.

La corsa verso l’ospedale fu rapida. Sergio silenziò la stazione radio e aprì un’istantanea conversazione sul suo lavoro di giorno come ex carpentiere. Parlò del teatro alla Scala, di come Milano fosse generosa ma esigente. Quella voce calma stemperò l’ansia di Chiara. Le parlo’ dei famosi croissant caldi della pasticceria di Porta Venezia, appena aperti alle sei, offrendosi gentilmente di fermarsi se lei si fosse sentita meglio dopo le cure. Si fermò sotto il Pronto Soccorso, invece di lasciarla alla banchina generale dei taxi. Ciò che le disse mentre usciva le risuonò nella mente:”Non si preoccupi per il suo appuntamento alle nove”.

Al Niguarda cure e flebo la ristabilirono. Uscì alle 7:20, ancora pallida ma lucida. E come promesso Sergio l’aspettava davanti alle porte scorrevoli, torreggiante davanti alla sua berlina grigia.La portò prima al suo albergo per cambiarsi, aspettando pazientemente sotto la pioggia battente. Poi, tagliando con maestria il traffico mattutino delle vie centrali, raggiunsero l’elegante palazzo liberty di Porta Nuova alle 8:45. “Ecco, arriviamo sul preciso,” disse Sergio con un sorriso sotto i baffi grigi mentre lei sborsava il conto extra per la pazienza. Chiara gli strinse la mano con occhi lucidi: “Non sarebbe stato possibile senza di lei oggi”.

Entrò nel grattacielo di vetro e acciaio mentre Sergio faceva inversione sotto uno scroscio di pioggia ancora una volta. Fu ricambiata dal sorriso simpatico dell’addetta alla reception che le disse :”La aspettiamo nella sala riunioni, hanno anticipato l’inizio dei colloqui”. Chiara si rese conto ancora una volta di quanto quella telefonata nel cuore della notte avesse salvato tutto: il servizio sempre attivo, la puntualità e il cuore discreto di un cittadino milanese come Sergio rendevano Radio Taxi 24 un pilastro silenzioso della città. Senza parole guardo’ l’auto che si allontanava nel cuore indaffarato di Milano e poi si diresse sicura verso la sala riunioni dove il suo futuro la aspettava.

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