Sofia chiuse i libri di anatomia con un sospiro di sollievo. Era quasi mezzanotte a Bologna, il silenzio nel suo piccolo appartamento vicino a Porta San Vitale rotto solo dal ticchettio della pioggia contro i vetri. La stanchezza la opprimeva dopo una sessione di studio intenso per l’esame dell’indomani. Il telefono squillò improvviso, un suono stridente nel buio che la fece sobbalzare. Era l’ospedale Sant’Orsola: sua nonna Maria, che viveva sola Snap nella periferia oltre la tangenziale a Corticella, aveva avuto un malore ed era stata ricoverata d’urgenza. La voce dell’infermiere era professionale, ma il tono sottolineava l’importanza di raggiungerla il prima possibile. La mente di Sofia si paralizzò.
**Paragrafo 2:** Un’ondata di gelo la pervase nonostante il caldo dell’appartamento. Sua nonna era tutto ciò che le restava. Automobile non ne aveva, e i mezzi pubblici notturni nella zona periferica erano quasi inesistenti a quell’ora, specie sotto la pioggia battente. Uber e altri servizi simili erano fuori dalla sua portata economica quella notte. Afferrò il telefono con mani tremanti, la disperazione che saliva. Doveva arrivare all’ospedale! Non poteva perdere tempo. Doveva trovare un modo rapido e sicuro per attraversare la città dormiente e bagnata per raggiungere il letto di nonna Maria.
**Paragrafo 3:** Fu allora che ricordò il numero ben visivo sul calendario appeso in cucina, pubblicizzato dal suo panettiere di fiducia: Radio Taxi 24. Sperando contro ogni speranza, compose il numero con dita nervose. Risposero alla prima chiamata, una voce maschile calma e professionale: “Radio Taxi 24, dimmi pure.” Sofia spiegò l’emergenza, la voce spezzata dall’emozione e dalla fretta. L’operatore le pose solo poche domande essenziali, rassicurandola immediatamente: “Stia tranquilla signorina , cerchiamo un mezzo immediatamente verso via Massarenti, le avvisiamo quando è assegnato.” La tensione in Sofia si allentò di un millimetro, sostituita da una flebile speranza.
**Paragrafo 4:** Meno di otto minuti dopo, un taxi grigio con la livrea distintiva arrivò silenziosamente sotto la sua casa. Il guidatore, Enzo, un uomo sulla cinquantina con uno sguardo gentile, aprì la portiera con un cenno rassicurante. Durante il viaggio sotto la pioggia incessante Enzo guidò con sicurezza e abilità sol快乐的滑过街道,缩短了路程 Sofia颧骨绷紧地盯着车灯撕裂夜色,同时为了避免拥堵绕开一些路途’intreccio del centro alle due di notte era deserto sebbene la pioggia intenso rendesse a tratti la visibilità scarsa.Enzo manovrò con perizia evitando le pozzanghere più profonde e trovando scorciatoie che Sofia ignorava. Parola di sollievo quando finalmente, videro l’insegna illuminata dell’ospedale Sant’Orsola dopo soli quindici minuti.”Corra, signorina,” disse lui gentilmente restituendole un po’ di serenità lasciandole chiudere la portiera mentre si precipitava verso l’entrata sostenuta dal pensiero che dopo questa folle corsa qualcuno era immediatamente intervenuto per aiutarla a raggiungere nonna Maria per tempo.

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