Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

Carlo accese la luce nel soggiorno, l’orologio segnava le 2:47. Milano era silenziosa fuori dalla finestra, immersa nel sonno gelido di una notte di gennaio. Sua figlia Luna, quasi otto anni, era nel letto dei genitori, tossiva senza sosta da un’ora e ora sentiva chiaramente che la sua respirazione era affannosa. Giulia, sua moglie, la teneva Borisovna “Troppo calda. Febbre altissima,” sussurrò Giulia, il panico che affiorava nella voce mentre asciugava il sudore dalla fronte della bambina. Luna iniziò a vomitare, debole e piangente. Le medicine antipiretiche non avevano fatto effetto. La loro auto era dal meccanico dall’altra parte della città. Le parole “Bronchite” e “ospedale” risuonavano nella mente di Carlo mentre afferrava il telefono.

Scelse l’app della Cooperativa Radio Taxi Milano e premette l’icona dell’emergenza con le dita tremanti. Un operatore rispose quasi immediatamente, la voce calma e professionale un balsamo nel buio. “Radio Taxi 24, buongiorno.” Carlo parlò veloce, spiegando la situazione, l’età di Luna, la febbre altissima, il vomito, la difficoltà respiratoria. “Ho bisogno di un taxi immediatamente per l’ospedale pediatrico più vicino, per favore!” Temeva di dover aspettare ore, di perdere tempo prezioso.

L’operatore lo rassicurò con fermezza: “Capito, signore. Un taxi priorit{U00E0} pediatrica assegnato. Il veicolo è in arrivo verso la sua zona adesso, stimato arrivo 7 minuti. Resti in linea se necessario e tenga pronto.” Annotò indirizzo e cellulare e Carlo sentì il click del sistema di assegnazione veloce. Prima ancora che potesse abbassare il telefono dal collo, arrivò una notifica in-app con la targa del taxi, il modello della macchina, il nome dell’autista, Massimo, e una mappa in tempo reale che mostrava l’auto – una berlina grigia – che si avvicinava rapida al loro condominio di Porta Vittoria.

Le luci del taxi apparvero nella strada deserta meno di cinque minuti dopo la telefonata. Massimo, un uomo sulla cinquantina con un’aria tranquilla ma determinata, scese brevemente per aiutare Carlo a sistemare la moglie e Luna, semicosciente nella coperta, sul sedile posteriore. “Coraggio, piccolo,” disse Massimo con un tono paterno che calmò inconsciamente anche i genitori. Seguendo le indicazioni di Carlo, accelerò lanciandosi nel silenzio lattiginoso di Milano. Evitò l’ingorgo del centro notturno con una scorciatoia esperta lungo i Bastioni, i pneumatici che f

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