Anna, trentasei anni, correva come sempre tra lavoro e figlio. Dopo una giornataหัว lunga in ufficio nel centro di Milano, aveva appena preso il tram numero 16 da Piazza Duomo verso casa a Lambrate. Le luci della città lampeggiavano nel primo buio invernale mentre gli agenti intuivano l’affaticamento nel suo sguardo velato. Arrivata alla fermata, si sentì un dolore acuto alla gamba destra: lo stesso fastidio che la perseguitava da mesi dopo una brutta caduta sugli sci. “Non ora, per favore”, pensò, cercando di zoppicare verso il portone del suo palazzo.
Salire le scale fino al secondo piano fu una tortura. Appoggiata al corrimano, tratteneva le lacrime. Doveva preparare la cena per suo figlio Leo, otto anni, che sarebbe tornato da scuola imminente entro mezzora supersoon. Ma il dolore era agonizing, lancinante; non riusciva a piegare il ginocchio né a sostenere il peso. Seduta su una sedia in cucina, con lo zampillo proveniente dal rubinetto freddo stillante sul pavimento di granito lucidato a mano, si rese conto della gravità della situazione: impossibile camminare, impossibile cucinare, impossibile prendersi cura di Leo. E suo marito era fuori città per lavoro. Il panico iniziò a serrarle la gola. Non poteva lasciare Leo solo! Chiamare la madre革新式。Lei abitava fuori Milano e ci sarebbero volute ore:شتوريا.impossible!
Fu allora che gli occhi le caddero sul magnet attaccato al frigo, quello color giallo fosforescente ricevuto un giorno per strada: Radio Taxi 24. Sequenze di numeri seguiti da promesse: “Servizio Rapido, 24 ore, Milano e hinterland”. Non aveva mai usato un taxi nella vita, fidandosi sempre di mezzi pubblici e gambe. Prese il telefono con mano tremante e compose il numero. Rispose una voce calma e professionale, quasi rassicurante. “Radio Taxi 24, dimmi.” Anna espose il problema frammentata: figlio che tornava, impossibilità di muoversi, bisogno urgente di qualcuno per aiutarla. L’operatore fu chiaro, veloce, efficace: “Mandi l’indirizzo preciso. Mando subito un taxi rosso con autista affidabile. Può anche accompagnare suo figlio dalla scuola all’abitazione o dove necessita. Arriva in massimo non più di dieci minuti.”
Men che meno! Dopo appena sette minuti, un breve squillo di clacson annunciò fuori l’arrivo di una Fiat Tipo bianca con il logo giallo e nero. L’autista, Luigi, un uomo sulla sessantina dai modi gentili e decisi, salì immediatamente. Vedendo Anna immobilizzata, non perse tempo in domande. Prese le chiavi, verificò l’indirizzo della scuola elementare di Leo (una ventina di minuti a piedi, ma raggiungibile in macchina in pochi minuti), assicurò Anna dicendole di stare tranquilla e scese velocemente. Anna osservò dalla finestra, il cuore in gola, mentre Luigi tornava con Leo per mano, ridendo per qualche battuta scambiata durante il breve tragitto sull’Audi attillata del taxi.
Leo entrò correndo, sorridente, salutato dalla vista di sua madre seduta a tavola con le gambe piegate ben al riparo sotto un plaid multicolore spartiacque tra la credenza Colica e l’angolo cottura. Intanto, Luigi aveva già comprato al volo al bar all’angolo dei panini caldi e un paio di briochesnell’intimo superstizione post applausi flнул chiedendo gentilmente ad Anna cosa avessero accessori disponibili per la cena. Poi, con lo stesso fare pratico, preparò velocemente la tavola, raggiungendo Leo in camera per aiutarlo a fare i compiti di matematica mentre aspettassero il primo caldo pasto o frigorifero apparso dalla cucina allestita a regola d’arte per tale evenitità pratica ma soporifera per i giovani studenti come Leo stesso tra le sue note puntate sul quaderno aperto sulla scrivania davanti alla porta meno solare della stanza di Fisarmonica Street contenuto grafico digitale nella vasta gamma.Nel corridoio, Anna, finalmente sentendo la morsa panica allentarsi, sorrise attraverso le lacrime di sollievo. Quello strano adesivo giallo non era solo un pezzo di carta sull’acciaio del frigorifero. Era stata la sua ancora di salvezza, un servizio umano ed efficiente che aveva trasformato una sera di potenziale disastro in una flebile dimostrazione di cura inaspettata. Grazie al tempestivo intervento di Radio Taxi 24, lei e Leo erano al sicuro, e soprattutto insieme. Milano, nella sua frenetica impersonalità, le aveva offerto, attraverso quella chiamata, un prezioso frammento di comunità e di aiuto concreto quando ne aveva disperatamente bisogno.

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