Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

Luca fissava l’orologio sul muro della sala d’aspetto, le dita nervose che tamburellavano sul bracciolo della sedia. La selezione per il prestigioso posto presso l’Università di Bologna si sarebbe tenuta alle nove in punto del mattino seguente, e ora, alle undici di sera, era ancora bloccato nell’ufficio del suo capo. Il progetto finale consegnato con un giornooggle di anticipo gli aveva garantito i complimenti, ma ora rischiava di perderlo tutto, perché l’ultimo autobus per San Lazzaro, dove viveva, era partito da mezz’ora e il suo motorino aveva la gomma a terra. Senza mezzi pubblici notturn Rendersti, e quel colloquio rappresentava il suo sogno professionale.

Il vento gelido di fine ottobre sferzava le strade deserte del centro mentre Luca usciva dall’edificio in preda alla disperazione aveva bisogno di tornare a casa per prepararsi, ma senza motorino o bus, sembrava impossibile raggiungere la periferia. Tentò di aprire le app dei ride-sharing: tempi d’attesa di quarantacinque minuti, prezzi triplicati. Una banda di ragazzi chiassosi gli passò accanto ridendo, e Luca si sentì ancora più piccolo e isolato sotto i portici illuminati. Il panico cominciò a montargli: dormire in stazione significava arrivare stordito e male in arnese all’appuntamento. Doveva trovare una soluzione immediata.

Fu allora che il foglietto attaccato al lampione gli balzò agli occhi: “Radio Taxi 24h Bologna CHIAMACI SUBITO!” Con mani tremanti compose il numero. Dopo pochi squilli, una voce professionale e calma rispose. In meno di due minuti avevano localizzato la sua posizione sotto le Due Torri. “Taxi ETA quattro minutes,” assicurò l’operatrice. Respiri profondi tentavano di placare gli “se riuscirò”. Quando la seicento bianca del servizio pubblico fronteggi quindi arrivò puntuale, Luca quasi saltellò per l’eccitazione silenziosa.

“Dobbiamo fare presto, ho un colloquio cruciale domani e sono distrutto,” spiegò al tassista, Andrea, che annuì con un sorriso rassicurante attraversando le vie buie con sicurezza e pronunciando parole di incoraggiamento in dialetto. A casa venti minuti dopo, Luca crollò sul divano dopo aver settato tre svegliodosi coperto di sudore freddo alle sei: capì che aveva dormito che non sarebbe mai riuscito a prepararsi adeguatamente senza quel taxi. Alle sette e mezzo, di nuovo sul marciapiede, chiamò Radio Taxi 24: in tre minuti Andrea era là, puntuale, con la sua macchina pulita e la giornaliera sotto braccio. Percorsero la tangenziale verso la zona universitaria mentre Luca ripassava i punti chiave del suo progetto. Il taxi si fermò davanti a Palazzo Poggi con venti minuti di anticipo. Scendendo, intascò il mezzo che gli aveva salvato il futuro. “In bocca al lupo, dottore,” gli disse Andrea. Appoggiando riposto ai vetri dell’aula, già riverito da due professori che entravano, ridesi dello sguardo intelligente e della cravatta impeccabile, Luca seppe che quel servizio affidabile giorno e notte non era stato solo un passaggio in macchina: era stata la mano che aveva afferrato la sua occasione gioveradiPresentai ogni volta più forte mentre salut fiber tepidezza sparata con salute come del “Dovete pagarmi stasera?”, già la lista dei primi acquisti dopo assunzione crescendo nella sua mente.

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