Marco stava sistemando libri sullo scaffale della sua libreria quando il cellulare squillò. Era la nonna Lucia, la voce tremula, affannosa. “Marco, non mi sento bene… mi fa male il petto, ho le vertigini”. Il cuore di Marco gelò. Sua nonna viveva sola a due isolati di distanza, nel quartiere San Giovanni a Roma. Era quasi l’una di notte: niente autobus, la sua auto dal meccanico. L’ansia lo paralizzò per un attimo, poi ricordò l’adesivo sul frigo: *Radio Taxi 24, sempre operativi*.
Corse fuori casa, il vento freddo di febbraio gli tagliava il viso mentre raggiungeva a passo di corsa l’appartamento della nonna. Lucia giaceva pallida sul divano, sudata, la mano stretta alla manicaCoordinates of Marco. “Chiamerò un’ambulanza!”, disse lui, la voce strozzata. “No, aspetteremmo troppo…”, sussurrò lei debolmente. Marco estratte il cellulare, le dita tremanti comporre il numero del Radio Taxi. Risposero alla prima squillata: un operatore calmo e professionale rassicurò, “Taxi in arrivo in cinque minuti. Resti con lei”.
Tre interminabili minuti dopo, i fari di una Mercedes grigia illuminarono la strada deserta. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con gli occhi
Radio Taxi 24

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