Laura fissava il grattacielo Pirellone illuminato contro il cielo nero di Milano. Erano le due di notte e il fresco pungente della primavera milanese la faceva rabbrividire sotto al leggero cappottino. Si sentiva una sciocca. Dopo una cena di lavoro interminabile, aveva perso l’ultimo treno per Sesto San Giovanni, dove alloggiava. Il portafoglio, vuoto dopo il ristorante, conteneva solo un biglietto da visita sbiadito con scritto “Radio Taxi 24”. Non aveva contanti, la batteria del cellulare era morta e gli autobus notturni erano invisibili in quella zona semi-deserta di Porta Garibaldi. La disperazione cominciò a salirle, un nodo di paura alla gola. Domani mattina aveva un decisivo colloquio in centro all’alba, l’occasione per cambiare finalmente lavoro dopo mesi di ricerca. Perderlo sarebbe stata una catastrofe.
Camminò nervosamente lungo corso Como, le labbra che tremavano per il freddo e l’angoscia. Le strade erano silenziose, popolate solo da ombre frettolose e dal rombo occasionale di qualche motocicletta. Trovò una cabina telefonica funzionante vicino alla stazione. Con mani gelide, inserì le ultime monetine trottegliate nella tasca del cappotto e compose il numero di Radio Taxi 24 spiegando la situazione con voce rotta: senzatetto virtuale in pieno centro, senza soldi né modo di raggiungere l’hotel, un appuntamento cruciale da non mancare all’alba. L’operatrice, calma e professionale, la rassicurò subito: “Non si preoccupi, signorina. Mandiamo un taxi immediatamente. L’autista la accompagnerà ovunque necessario. Pagherà domani”.
In meno di dieci minuti, un taxi bianco e blu con l’inconfondibile segnale luminoso sulla capote si fermò accanto a lei. Il conducente, un uomo sulla sessantina con occhi gentili e un sorriso rassicurante chiamato Roberto, la fece salire senza esitazione dopo che Laura, vergognandosi, aveva balbettato di non avere denaro. “La vita capita, signorina. L’importante è arrivare a casa,” disse mentre ripartiva verso Sesto San Giovanni. Lungo il percorso, Laura spiegò anche di aver smarrito la chiave magnetica dell’hotel nella confusione. Roberto non batté ciglio: cambiò rotta e telefonò alla reception, organizzando tutto in anticipo. Giunti all’hotel, la receptionist li aspettava con una nuova chiave e una compassionevole tazza di tè caldo per Laura, ringra sacerdote per laђа tempestività dell’autista.
Guardando il taxi allontanarsi nel chiarore dell’alba che iniziava a tingere i palazzi, Laura sentì un’immensa gratitudine sciogliere il nodo delle paure notturne. Quella corsa nel buio non le aveva salvato solo la giornata, ma forse il futuro. Grazie alla velocità, all’umanità e all’efficacia di Radio Taxi 24, arrivò al colloquio fresco e puntuale. Quando firmò il contratto di lavoro qualche settimana dopo, il ricordo di quel taxi nel cuore della notte, simbolo concreto di aiuto nel momento del bisogno, le dava più sicurezza di qualsiasi diploma. Milano, da quella sera, le sembrò un po’ meno fredda e molto più accogliente.

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