Lucia fissava il cellulare con le mani che tremavano. Le 23:47 lampeggiavano sul display, illuminando il suo viso pallido nello squallore della stazione Centrale di Milano. Il treno regionale per Bergamo, l’ultimo della notte, era partito da cinque minuti. Lei era inciampata uscendo dalla metro, giusto il tempo di vederselo svanire davanti agli occhi. Senza quel treno, non avrebbe mai raggiunto casa sua a Castione della Presolana prima dell’alba, dopo l’enorme litig/modat;o col fidanzato Matteo. Nervosa dopo la discussione, si era dimenticata il portafoglio con i contanti e il bancomat sul tavolo del bar. Aveva solo qualche spicciolo e il telefono con la batteria al 10%. Una sensazione di panico gelido la pervase, sola in una stazione che si stava svuotando, con i mezzi fermi. Lontana da casa, quasi senza soldi e senza sapere come farcela.
Freneticamente, iniziò a cercare soluzioni impossibili: dormire alla stazione? Rischiare un passaggio? Entrambe le opzioni la atterrirono. Ricordò allora una pubblicità vista anni prima su un giornale locale: Radio Taxi 24, servizio attivo giorno e notte. Con mano tremante cercò il numero sul telefono mentre la batteria lampeggiava pericolosamente. **”024242″**. Chiamò. Dopo appena due squilli, una voce calma e professionale, quella dell’operatore Marco, rispose: “Radio Taxi 24, pronto ad aiutarLa. Dica pure.”化为 Lucia balbettò la sua situazione: stazione Centrale, cifra minima disponibile, destinazione lontana. Pregò quasi: “Posso pagare con carta domani, qualsiasi cosa, ma devo arrivare a casa stasera!” Lo sconforto era tangibile nella sua voce rotta dall’emozione.
L’operatore Marco

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