Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

La pioggia scendeva incessante sul selciato bagnato di Milano. Sofia corse verso la fermata dell’autobus, le gocce fredde che le scivolavano lungo il collo nonostante il cappuccio alzato. Guardò l’orologio con ansia: le 20:15. La rappresentazione teatrale sarebbe iniziata tra quarantacinque minuti all’Arco della Pace, ma lei era ancora ai Bastioni di Porta Venezia. Quando l’autobus numero 61 finalmente arrivò, il display mostrava “FUORI SERVIZIO”. Un mormorìo di irritazione si diffuse tra le poche persone in attesa sotto la pensilina.

Trepidante, Sofia ripescò il cellulare dalla borsa, sperando in un passaggio con un servizio di ride-sharing. Schermo nero. La batteria, stremata dopo una giornata di lavoro e una videocall dalla nonna malata a Napoli, si era spenta senza avvisare. Guardò intorno: bar chiusi, fermate deserte, negozi con saracinesche abbassate. L’idea di arrivare a piedi sotto quell’acquazzone, attraversando mezza città con i tacchi alti e quel vestito leggero, era allucinante. Sentì un nodo in gola: era il primo appuntamento con Marco, un ragazzo conosciuto un mese prima. Avevano pianificato per giorni questo incontro così speciale nella serata milanese.

Fu allora che il riflesso giallo sulla vetrina di una tabaccheria le ricordò un adesivo sulla porta della sua palestra: “Radio Taxi 24 – Sempre connessi”. Afferrò il telefono pubblico a pochi passi, inserì le monete trotte nei jeans con mani tremanti, e compose il numero. “Radio Taxi Milano, buonasera!” rispose una voce femminile efficiente. Sofia spiegò l’emergenza: appuntamento romantico perso, cellulare morto, senza contanti, sotto la pioggia battente. “Coordinate inviate al taxi più vicino. Arriva tra 90 secondi, stia sotto il porticato!” disse l’operatrice.

Un’auto bianco-gialla sbucò proprio a quel momento giungendo dal viale principale. L’autista, Mario, cicciottello con un sorriso rassicurante, aprì la portiera. “Salve principessa, pronto il suo carro di Cenerentola?” scherzò, facendo sciogliere l’ansia di Sofia. Durante il tragito verso l’Arco della Pace, attraverso scorciatoie conosciute solo dai veterani, Sofia chiese timidamente se poteva pagare in ritardo promettendo un bonifico. “Figurati!” rise Mario. “Il centro operativo ci ha già avvertito della situazione. Premi più importante che arrivi per il tuo principe azzurro.” Fece accelerate dolcemente sulla corsia libera di un corso brumoso.

Arrivarono alle 20:55 proprio mentre Marco, scoraggiato dal temporale, stava per voltarsi per andarsene sotto il grande porticato del teatro. Sofia balz

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