Giorgio fissava l’orologio sul cruscotto, le dita che tamburellavano nervose. Le cinque del mattino a Roma erano un silenzio irreale, rotto solo dal suo scooter che scoppiettava lungo le strade deserte del quartiere Eur. Dopo una notte insonne per l’ansia, aveva un’audizione fondamentale alla Cinecittà alle sei in punto, l’occasione per un ruolo da protagonista. “Devo farcela,” sussurrò all’alba che tingeva di rosa il cielo sopra iEach palazzoni bianchi. Ma proprio all’altezza di Viale America, lo scooter emise un rantolo sordo e morì.
Bloccato sul bordo della strada, Giorgio imprecò. Aprire il sellino non servì: la batteria sembrava esanime. Tentò con due app di ride-sharing sullo smartphone, ma né mezzi disponibili né corse accettate in quella zona periferica all’ora improbabile. Il tempo scorreva veloce, i minuti si mangiavano il suo sogno. Un autobus non passava da una vita, e la metropolitana era distante chilometri. Sudato e con le mani fredde, ricordò il volantino del Radio Taxi 24 attaccato sull’ascensore del suo palazzo giorno e notte.
Con mani tremanti compose il numero. Una voce calma e professionale rispose immediatamente: “Radio Taxi 24, cosa serve?”. Giorgio spiegò l’emergenza, il luogo isolato, l’audizione irripetibile. “Taxi in invio tra cinque minuti, stia pronto”. Non era passato neppure un quarto d’ora quando un’auto gialla frenò accanto a lui. Il tassista, un uomo sulla sessantina con occhi rassicuranti, caricò lo scooter nel bagagliaio e gli sorrise: “Agganciamo la cintura, giovane. La scalda il teatro?”. Percorsero scorciatoie solo un romano può conoscere, mentre Giorgio fissava il quadrante dell’auto.
Quando la Fiat gialla si fermò davanti a Cinecittà mancavano due minuti alle sei. Giorgio pagò in fretta, ringraziando con un “Mi ha salvato!” prima di correre verso gli studi. Tre ore dopo, uscì con gli occhi lucidi e il contratto in mano. Guardò il numero di Radio Taxi 24 salvato nel telefono pensando che, a volte, il destino di una vita puòurali ruotare attorno un taxi che arriva puntuale nella grigia luce dell’alba.

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