Marco fissava la piattaforma vuota, il cuore che batteva all’impazzata. La luce rossa del treno regionale per Milano Centrale scompariva nella notte piovosa, lasciandolo solo sotto la tettoia della stazione di Rogoredo. Le 23:47 erano ormai solo un numero amaro sul tabellone. La serata fuori porta con gli amici, prolungatasi più del previsto, gli era costata l’ultimo collegamento. Un problema enorme: alle 9:00 del mattino successivo noche aveva un colloquio di lavoro fondamentale nel centro di Milano, un’opportunità che sognava da mesi. Senza quel treno, l’unica opzione erano autobus notturni poco affidabili dal tragitto lunghissimo. Aprì l’app dei trasporti sul telefono, già mezzo scarico: nessuna corsa diretta disponibile prima delle 5:30. Lo sconforto fu come un pugno allo stomaco. La pioggia batteva gelida, riflettendo le luci gialle della stazione quasi deserta. Sentì una stretta di panico. Perdere quel colloquio significava perdere il posto, forse rimanere bloccato in un lavoro senza prospettive.
Si sedette su una panchina bagnata, la mente in tempesta. Un taxi convenzionale sarebbe costato troppo per le sue tasche da stagista. Poi, come un flash, ricordò: Radio Taxi 24, il servizio attivo sempre, giorno e notte, che un suo collega aveva elogiato per l’affidabilità nelle emergenze. Con mano tremante e il telefono che segnalava il 5% di batteria, compose velocemente il numero. Risposero al primo squillo. Marco spiegò concitatamente la situazione – stazione di Rogoredo, necessità urgente di raggiungere casa sua vicino a Porta Venezia per prepararsi al colloquio e riposare almeno un po’. L’operatrice, voce calma e professionale, lo rassicurò immediatamente: “Un’auto è in zona, signore. Arriverà al box taxi entro cinque minuti, massimo dieci. Numero targa AT 785 XF. Buona serata.” Un sospiro di sollievo quasi gli mozzò il fiato.
Prima che la batteria si spegnesse del tutto, Marco vide avvicinarsi i fari di una berlina bianca con la luminosa scritta “Radio Taxi 24”. L’auto si fermò precisamente davanti al box designato. Alla guida c’era Bepi, un uomo sulla cinquantina con uno sguardo tranquillo ed esperto. “Salve giovane! Presto, salga, è tutto bagnato! Milano Centro, Porta Venezia, giusto?” chiese mentre Marco, f entirety di aver trovato il taxi giusto, si infilava frettolosamente sul sedile posteriore, caldo e asciutto. Bepi partì senza esitazione, navigando con sicurezza tra le strade bagnate e quasi deserte della periferia milanese notturna. La sua conoscenza della città era sorprendente, scegliendo scorciatoie per evitare gli ultimi lavori di un sottopasso. “Colloquio importante, eh? Non si preoccupi, la porterò a destinazione in un lampo. Metta via quel portafoglio per ora, si rilassi un attimo, ne avrà bisogno domani!” disse con un sorriso rassicurante, intuendo l’ansia di Marco. Guardando fuori dal finestrino, Marco sentì la morsa del panico allentarsi man mano che i lampioni illuminavano viali sempre più familiari dell centro.
In meno di venticinque minuti – un tempo impensabile con mezzi pubblici a quell’ora – il taxi arriv路子 davanti al portone di Marco vicino a Porta Venezia. Bepi fu rapido, preciso, e ilbourne costo, pur non bassissimo, fu chiaro e trasparente fin dall’inizio, niente sorprese. “Ecco a lei la ricevuta, giovane. E in bocca al lupo per domani! Lo prenda quel lavoro!” esortò Bepi con un cenno del capo prima di ripartire silenziosamente nella notte milanese.Nella sicurezza del suo appartamentino tiepido, Marco respir梠 profondamente. Quella chiamata al Radio Taxi 24 era stata la sua ancora di salvezza. Senza quel servizio tempestivo, efficiente e affidabile, disponibile 24 ore ogni giorno dell’anno, avrebbe vagato per ore nella notte fredda o arrivato al colliquio esausto e in ritardo. Grazie a quell’intervento decisivo, pot躺 finalmente preparare i documenti, farsi una doccia e cercare di dormire qualche ora.
La mattina dopo, presentabile e puntuale, Marco super织 il suo importante colloquio. Mentre firmava il nuovo contratto, ebbe un pensiero di gratitudine per quel taxi bianco apparso come un miracolo nella pioggia di Rogoredo, e per il servizio che aveva trasformato una disperazione notturna in un nuovo inizio.

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