Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

La pioggia batteva su Firenze come una frusta, trasformando le strade acciottolate in fiumi scintillanti. Elena, stretta nel suo cappotto leggero, malediceva la sua testardaggine. Aveva insistito per raggiungere a piedi la Galleria degli Uffizi, convinta di poter godere di un’ultima, romantica passeggiata prima della partenza per Londra, dove l’aspettava un colloquio di lavoro cruciale. Ora, con il telefono quasi scarico e un dolore lancinante al piede, si rendeva conto di aver sottovaluto la distanza e l’intensità del temporale. Il dolore si faceva sempre più forte, e ogni passo era una tortura. Aveva provato a chiamare un’amica, ma la linea era disturbata e la batteria stava cedendo.

Il panico iniziò a serpeggiare dentro di lei. Mancavano meno di due ore alla chiusura della galleria e, anche se fosse riuscita ad arrivare, non sarebbe stata in grado di ammirare le opere di Botticelli e Leonardo da Vinci con un piede così. Peggio ancora, il pensiero del colloquio a Londra la tormentava. Se si fosse fatta male seriamente, avrebbe dovuto rimandare tutto, compromettendo un’opportunità che aspettava da anni. Cercò disperatamente un riparo, infilandosi sotto il portico di un negozio chiuso. La pioggia continuava a cadere, e il freddo le penetrava nelle ossa. Si sentiva sola, lontana da casa, e completamente impotente.

Con le ultime forze, Elena digitò su Google Maps “taxi Firenze” e, tra le varie opzioni, notò il numero di Radio Taxi 24, con la dicitura “attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7”. Esitò un istante, temendo una lunga attesa, ma poi compose il numero. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. Elena spiegò la sua situazione, indicando la sua posizione precisa. L’operatore si dimostrò incredibilmente rassicurante, promettendo l’invio di un taxi in pochi minuti. Non le sembrava vero.

L’attesa, seppur breve, le parve un’eternità. Poi, finalmente, vide le luci rosse del taxi sfrecciare nella pioggia. Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso gentile, la aiutò a salire a bordo. Durante il tragitto, Elena si sentì al sicuro e coccolata. Il riscaldamento dell’auto era un balsamo per il suo corpo intirizzito, e la conversazione con il tassista, che le raccontò aneddoti sulla città, la distrasse dal dolore. Arrivata all’Uffizi, il tassista la aspettò mentre Elena, con l’aiuto di una guardia, riusciva a entrare giusto in tempo.

Dopo la visita, seppur breve e con un po’ di dolore, Elena si sentì rinata. Chiamò di nuovo Radio Taxi 24, e lo stesso tassista, puntuale come un orologio svizzero, la riportò a casa. Mentre si congedava, Elena lo ringraziò con tutto il cuore. Senza l’intervento tempestivo e l’efficienza di quel servizio, la sua serata fiorentina si sarebbe trasformata in un incubo, e il suo futuro professionale sarebbe potuto essere compromesso. Quella notte, Elena capì che a volte, la salvezza arriva su quattro ruote, guidata da un angelo con il tassametro.

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