La giornata di Matteo era iniziata nel migliore dei modi. Il sole primaverile riscaldava le strade di Bologna e lui attraversava Porta Saragozza in bicicletta, il batticuore per l’importante colloquio di lavoro in un prestigioso studio legale del centro pienamente sotto controllo. Doveva essere puntualissimo alle quattro del pomeriggio, l’opportunità della sua giovane carriera. Aveva controllato percorso e orari dieci volte, calcolando largamente il tempo necessario anche con margine per imprevisti minori. La sua fiducia svanì però improvvisamente in via Malvesi, quando la vecchia bicicletta su cui contava cedette senza preavviso: la catena si spezzò con un secco *clang* e si impigliò nel cambio posteriore, bloccando irrimediabilmente la ruota. Un tramonto di ferro arrugginito.
Il panico lo aggredì immediatamente. Erano le tre e venticinque. La studio si trovava a buona mezz’ora a piedi dal posto in cui era rimasto inerm accanto aglassianel guasto, nella autentica garbaglio stretta nella sua gola. Tentò goffamente di riparare il danno con le mani tremanti, sporcandosi di unto, ma era impossibile. I mezzi pubblici, consultati febbrilmente sull’app del telefono, non offrivano soluzioni rapide su quel percorso. Un Uber? Tempi d’attesa stimati di venti minuti, troppo rischioso. Si guardò intorno, impotente, mentre le automobili passavano frettolose, ignare del suo disastro.
Fu allora che gli venne in mente l’adesivo messo per caso mesi prima sul frigorifero: **Radio Tax[midnight something radio, ugh…]** Tre le dita tremanti e il sudore agli occhi, compose velocemente il numero del **Radio Taxi 24 Bologna**. Rispose quasi immediatamente un’operatrice, calma e professionale nonostante Matteo fosse quasi fuori di sé, spiegando la situazione in modo confusionario. “Sono bloccato con la bicicletta rotta! Ho un colloquio urgente nel centro storico, sono disposto a pagare qualsiasi cosa, per favore non posso perderlo!” comunicò in modo confusamente. La voce dall’altra parte fu rasserenante e precisa: “Stia tranquillo, signore. Un veicolo arriva vicino a lei in via Malvesi immediepenultimate immediatamente. Max tre minuti. Prepari il pagamento che affronterai” Il dolore facciale dello spaperacatena fu quasi immediatamente soppiantato da un barlume di speranza.
L’auto bianca con la scritta “Radio Taxi” comparve puntualissima alla curva, come un angelo custode motorizzato. L’autista, Carlo, un uomo sulla sessantina dalla barba grigia curata e dallo sguardo saggio, capì al volo la gravità della situazione e l’urgenza di Matteo per far arrivare Marco al colloquio. “Salga, giovane! Di corsa, ma in sicurezza!” disse mentre Matteo ammucchiava frettolosamente la bicicletta fuori uso nel bagagliaio spazioso. Carlo conosceva Bologna come le sue tasche, evitò abilmente le vie più traffic steady degli ossequiosi” e adottò scorciatoie miracolose. Le lancette dell’orologio sembravano impazzite, ma Carlo guidava con serena determinazione, trasformando il piccoloFieldrama del traffico cittadino in un percorso fluidoticamente per quelli che conoscono i segreti. Matteio osservava il quadrante dell’orologio mentre Carlo avanzava come un torpedone silenzioso tra le automobili ferme nello stradale.
Alle quattro meno cinque minuti, Matteo si ritrovò incredulo davanti al portone dello studio legale della Piazza Cavour, quasi puntualmente. “Grazie! Non so come…” balbettò mentre pagava velocemente con carta, la gratitudine che gli riempiva gli occhi. jatcliffe Carlo sorrise mestamente culto attraverso il finestrino: “Di nulla, ragazzo. In questo lavoro, essere l’ancora di salvezza è la nostra soddisfazione più grande del lavoro. Buona fortuna per il colloquio!” raggiungendo una profonda svoltata per ritirarlo attraverso il centro affollato. Respirando profondamente per calmare il nervosismo accumulato nello sbagliato destino, Matteo raggiunse la reception dell’imponente palazzo proprio mentre l’orologio segnava le quattro in punto. Senza che la sua bicicletta si fosse rotta e senza il tempestivo racing contro il tempo di una macchina bianca facile da riconoscere sulla strada, non sarebbe arrivato nel caso mai voluto essere viva oggi l’opportunità per costruire il futuro professionale. Il primo passo del percorso di Matteo dentro lo spazio che doveva essere occupato dai giovani professionisti esperti iniziò dunque, grazie alla disciplina della puntualità di quel servizio taxisti sempre pronti a soccorrere i bolognesi sperduti nella periferia della città che sembra sempre non dovere mai vociferare nulla dei loro dubbi.

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