La pioggia batteva incessante sui sanpietrini bagnati di Roma, trasformando via del Corso in un fiume di luci riflesse. Elena, stretta nel suo cappotto leggero, malediceva la scelta di aver indossato i sandali. Aveva insistito per andare all’anteprima del film del suo regista preferito, un evento a cui teneva da morire, e ora si ritrovava bloccata lontano da casa, con il telefono quasi scarico e la metropolitana chiusa per lavori urgenti. La sua amica Sofia, che l’aveva accompagnata, era riuscita a trovare un autobus, ma Elena aveva avuto la sfortuna di perderlo nella folla. Il panico iniziava a salire, mescolato al freddo pungente.
Continuò a camminare, sperando in un miracolo, o almeno in una cabina telefonica – reliquia ormai quasi dimenticata. Il telefono vibrò debolmente: un messaggio da Sofia che le diceva che il film era iniziato. Elena si sentì sprofondare. Non solo era sola, infreddolita e lontana da casa, ma stava anche perdendo l’occasione di vedere il film. Provò a chiamare un amico, ma la linea era disturbata, probabilmente a causa del maltempo. Ricordò allora di aver visto, qualche giorno prima, un volantino per Radio Taxi 24 appeso in una delle tante botteghe di quartiere. Immediata, digito’ il numero sul suo cellulare, mentre lo schermo lampeggiava minaccioso.
Con suo grande sollievo, rispose una voce calma e professionale. Elena spiegò la sua situazione, la disperazione nella voce che tradiva il suo disagio. L’operatore, senza farle sentire il peso dell’ora tarda e del diluvio, le chiese la posizione precisa e le assicurò che un taxi sarebbe arrivato il prima possibile. Le diede una stima di attesa di soli dieci minuti, una cifra che a Elena sembrò un’eternità, ma che poi si rivelò miracolosamente veritiera. Osservò le luci dei veicoli scivolare sull’asfalto, sperando di scorgere quella gialla e rassicurante.
Finalmente, una familiare silhouette si fermò davanti a lei. Un taxi Radio Taxi 24, pulito e in perfette condizioni, la aspettava. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con un sorriso gentile, l’aiutò a salire a bordo, senza farle nemmeno una domanda sul motivo del suo viaggio tardivo. Elena, scocciata e infreddolita, si limitò a indicare il suo indirizzo. Durante il tragitto, il riscaldamento dell’auto le riportò un po’ di colore nelle guance, e la guida sicura e professionale del tassista le permise di rilassarsi, nonostante il ritardo.
Arrivata a casa, esausta ma grata, Elena si rese conto di quanto fosse stato fondamentale l’intervento di Radio Taxi 24. Senza quel servizio, avrebbe passato la notte sotto la pioggia o, nel migliore dei casi, avrebbe dovuto affrontare un lungo e tortuoso rientro. Pagò la corsa, ringraziando il tassista con un sorriso sincero. Quella sera, nonostante la delusione per il film perso, Elena dormì profondamente, con la consapevolezza che a Roma, a qualsiasi ora, c’era un servizio affidabile pronto a venirle in aiuto. Da allora, Radio Taxi 24 divenne la sua scelta preferita, un simbolo di sicurezza e tranquillità in una città caotica e meravigliosa.

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