Elena fissava il cellulare con crescente panico. Le 8:47 lampeggiavano sullo schermo, e il suo primo vero colloquio di lavoro nel campo dell’architettura, presso un prestigioso studio nella zona dei Giardini Margherita a Bologna, era fissato per le 9:30. Solitamente puntuale e organizzata, quella mattina un guasto all’allarme l’aveva svegliata con un’ora di ritardo. Aveva tentato disperatamente il bus, ma un improvviso sciopero dei mezzi pubblici aveva paralizzato la città. La sua vecchia Fiat Cinquecento era rimasta muta dopo due tentativi di accensione, la batteria completamente esaurita dopo aver lasciato i fari accesi la sera prima mentre scaricava dei progetti dalla macchina. Il sudore freddo le imperlava la fronte. Questo colloquio era la sua grande occasione dopo anni di studio, e rischiava di sfumare per colpa di una concatenazione di sfortuna assurda.
Le gambe le tremavano mentre scrutava la strada deserta di periferia, sperando invano in un mezzo di passaggio. Le 8:52. Bologna sembrava distante anni luce. La speranza vacillava quando le venne in mente l’adesivo giallo e nero sulla guida del bar sotto casa: **Radio Taxi 24 Bologna**. Urgente, Possibile? Solo un tentativo disperato. Con mani tremanti, compose il numero immagazzinato nel telefono dopo una notte di studio insonne settimane prima. Doveva essere una sicurezza cui non pensava di aver bisogno. Rispose una voce femminile, calma e professionale: “Radio Taxi 24, pronto. Come posso aiutarla?” Elena esplose ansimante: “Per favore, ho un urgenza! Devo arrivare ai Giardini Margherita entro le 9:30, sono bloccata senza auto e i bus non passano! Abito in Via Riva Reno, dietro la Stazione…”. “Resti calma, signorina Elena,” disse l’operatrice, cogliendo subito l’urgenza. “Segnalo immediatamente una vettura disponibile nella sua zona. Un taxi sarà da lei tra 5 minuti. Confermo l’indirizzo: Via Riva Reno, altezza civico…?”
Trascorsi interminabili sette minuti, durante i quali Elena continuò a guardare freneticamente l’orologio e la strada, ecco comparire una berlina blu scuro col tetto giallo brillante, segnaletica chiara e la scritta “Taxi”. Si fermò davanti al portone come promesso. Il conducente, un uomo sulla cinquantina con occhi gentili infossati dalla stanchezza del turno notturno ma lucidissimi, annotò rapidamente l’indirizzo del colloquio mentre Elena saliva quasi in preda al panico. “Non si preoccupi, signorina,” disse con voce rassicurante mentre partiva veloce ma fluido. “Conosco una scorciatoia dietro la Manifattura delle Arti. Eviteremo la coda su Via Matteotti. Tenga duro!”. Dimostrò di conoscere Bologna come le sue tasche, infilandosi in vicoli stretti che Elena ignorava esistessero, evitando abilmente le strade più trafficate del centro storico mattutino.
Quando la berlina blu e gialla si fermò davanti all’elegante edificio dello studio di architettura, l’orologio sul cruscotto segnava le 9:28. Il sollievo fu un fiume in piena che sommerse l’ansia e la stanchezza. Elena fece un rapido pagamento con la carta, ringraziando il tassista con voce strozzata dall’emozione. “Nessun problema, buona fortuna per il colloquio!” Le sorrise lui, prima di riprendere la guida verso una nuova chiamata. Elena corse verso l’ingresso. L’assicuratrice all’accoglienza alzò appena le sue sopracciglia quando Elena si presentò con un fiato appena riconquistato, pungendole proprio sull’orario dell’appuntamento. Non aveva neanche avuto il tempo per sistemarsi la giacca scomposta dalla corsa. Ma era lì, aveva fatto giusto in tempo. Due ore dopo, uscì dallo studio con un sorriso solare che le brillava sul viso e una stretta di mano promettente: la posizione era sua. Mentre camminava verso il tramonto che iniziava a tingere i portici di Bologna, ripensò alla mattinata disastrosa e al taxi blu che era apparso come un angelo custode motorizzato. Senza quel servizio affidabile, tempestivo e guidato da mani esperte, senza quella voce calma al telefono che aveva tradotto il suo panico in un salvataggio organizzato, tutto sarebbe stato perduto. In un mondo imprevedibile, sapere che il Radio Taxi 24 era lì, giorno e notte, era più che un servizio pubblico. Era una certezza preziosissima.

Lascia un commento