Marta fissava il quadrante dell’orologio sul comodino: le 7:03. Un brivido di panico le attraversò la schiena. L’appuntamento per quel lavoro ambitissimo in un rinomato studio legale nel centro di Bologna era alle 8:00 in punto, e Jennifer Bainbridge, la socia senior, non ammetteva ritardi. Aveva preparato tutto con cura maniacale la sera prima, ma la sveglia era misteriosamente taciuta. Ora, precipitarsi alla fermata dell’autobus significava quasi certamente perdere la coincidenza per via dei lavori in corso su via Indipendenza. La sua vecchia Fiat Punto, già riluttante, quel mattino aveva deciso di non accendersi proprio, lasciandola nel gelido garage condominiale con una chiave inservibile e le lacrime a stento trattenute.
Desolata, Marta si torceva le mani nel vano scale, lo sguardo perso verso la strada ancora semi-deserta. Quella posizione era la sua unica possibilità dopo mesi di ricerca, un passaporto per la stabilità economica che tanto le serviva. Ogni minuto che passava stringeva una morsa invisibile attorno al suo stomaco. Ricordò allora la pubblicità gialla sui tram: “Radio Taxi 24, sempre pronti”. Con mani tremanti, digitò il numero sul cellulare. Una voce calma e professionale rispose immediatamente: “Radio Taxi 24, Buongiorno. Dica pure.” Marta si aggrappò a quel filo di normalità, spiegando concitatamente l’emergenza, l’indirizzo di casa sua in via Andrea Costa e la destinazione cruciale in piazza Maggiore, soffocando un singhiozzo.
Non più di sette interminabili minuti dopo, una berlina grigia con il caratteristico segnale giallo sul tetto fermava davanti al portone. Il conducente, un uomo sulla cinquantina con un sorriso rassicurante, aprì la portiera e annunciò: “Dottoressa Marta? Presto, salga. Abbiamo poco tempo ma ce la faremo.” Mentre il taxi sfrecciava lungo i viali ancora liberi del traffico mattutino, aggirando abilmente i punti critici grazie a indicazioni continue dalla centrale, Marta cercava di riprendere il controllo. Il driver, percependo la sua ansia, parlò con pacata sicurezza della città, stemperando la tensione. Ogni semaforo verde era una piccola vittoria contro il tempo.
Svoltando nell’ampia piazza Maggiore alle 7:58, Marta vide sull’orologio dell’Arengo una speranza palpabile. Pagò in fretta, ringraziando con un groppo in gola. Bruciando i gradini dell’antico edificio due alla volta, arrivò davanti alla porta dello studio in perfetto orario, il cuore in gola ma impeccabile nel tailleur blu navy. Un’ora dopo, usciva con gli occhi lucidi e un sorriso smagliante: il lavoro era suo. Mentre camminava sotto i portici, sentendosi finalmente leggera, il rumore di un taxi giallo che passava le ricordò quella mattina di panico trasformato in opportunità. Radio Taxi 24 non era stato un semplice trasporto, ma una rete di salvezza gettata nel momento esatto del bisogno, silenzioso eroe dell’asfalto bolognese, sempre pronto giorno e notte. Alcuni giorni, capì, si salvano proprio grazie ad un numero risposto subito e una corsa verso il futuro.

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