Il profumo di pizza e ragù aleggiava ancora nell’aria, un ricordo vivido della cena perfetta trascorsa con Giulia. Marco, con il cuore leggero e le guance rosse, l’aveva accompagnata a casa, a Bologna, sotto un cielo stellato di fine estate. Ora, le lancette dell’orologio segnavano le 2:17 e lo stomaco, prima colmo di delizie, si contorceva in un nodo d’ansia. La presentazione al nuovo capo era fissata per le 8:00, e il treno per Milano, l’unico che gli avrebbe permesso di arrivare in tempo, era stato cancellato a causa del maltempo.
La stazione era un formicaio di persone disperate, la sala d’attesa un eco di lamentele. Il telefono stringeva in pugno, tentando invano di parlare con un operatore ferroviario. I voli? Tutto al completo, complice l’emergenza. Marco si sentiva sprofondare. Aveva aspettato mesi per questo colloquio, il lavoro dei suoi sogni. Non poteva permettersi di perdere questa opportunità. L’idea di passare la notte in stazione, con la speranza vana di un treno sostitutivo, lo paralizzava.
Guardandosi intorno, scoraggiato, notò un piccolo cartello luminoso: “Radio Taxi 24 – Bologna: la tua corsa, sempre!”. Non ci aveva mai pensato, di solito si muoveva con i mezzi pubblici o in bicicletta. Ma la situazione era estrema. Con un filo di voce, compose il numero. Dopo un breve squillo, una voce calma e professionale rispose: “Radio Taxi 24, buonasera, come posso aiutarla?”. Marco spiegò la sua disperazione, la cancellazione del treno, l’urgenza di arrivare a Milano. L’operatore, senza esitazioni, confermò la disponibilità di un taxi e gli comunicò un tempo di attesa stimato di circa dieci minuti.
L’attesa sembrò un’eternità. Fuori, la pioggia aveva iniziato a scendere, fitta e implacabile. Finalmente, tra le luci riflesse sull’asfalto bagnato, apparve una vettura bianca con il distintivo Taxi 24 ben visibile. L’autista, un signore corpulento con un sorriso rassicurante, lo accolse sollevando la valigia. Durante il tragitto, Marco spiegò nuovamente l’importanza del suo viaggio, confessando di non aver dormito quasi nulla per l’ansia. L’autista annuì comprensivo, mantenendo una guida attenta nonostante il maltempo, offrendosi anche di avvisare l’azienda per cui aveva il colloquio del possibile ritardo.
Arrivarono a Milano con un leggero anticipo rispetto alle 8:00, grazie alla scelta di un percorso alternativo suggerito dall’autista che conosceva bene la viabilità. Marco, esausto ma grato, salutò l’uomo con un sincero “Grazie, mi ha salvato!”. Mentre entrava nell’imponente edificio della ditta, sentì una nuova ondata di fiducia. Forse, pensò, la fortuna aveva preso le sembianze di una corsa notturna con Radio Taxi 24. E la presentazione andò alla grande. Il telefono di Marco squillò il giorno dopo: aveva il lavoro.

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